Provincia Chieti, no a dissesto ma «super manovra riparatrice»

Alessandro Biancardi

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LA DELIBERA CHIETI. La Provincia di Chieti non va al dissesto finanziar ma si dovrà fare i conti con 8 milioni di debiti.
La notte scorsa il Consiglio provinciale ha infatti approvato con 18 voti favorevoli, 6 astenuti e 6 contrari (il consigliere Pd Giuseppe Forte, i rappresentanti di Idv, Prc e Sinistra e Libertà) la delibera sul riequilibrio di bilancio.
«Abbiamo evitato il dissesto perché non vogliamo pesare sui cittadini - ha detto in conferenza stampa il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio -, però siamo di fronte a una manovra pesantissima, di oltre 13 milioni, che saranno coperti per 3 milioni con maggiori entrate, 1,5 milioni di fondi, frutto dfi una stretta voluta da me e per il resto con la vendita del patrimonio dell'ente, il cui valore ammonta a circa 8 milioni».
Costretti a vendere, quindi per fare cassa e si sceglierà tra quegli immobili inutilizzati.
«Ora il consiglio provinciale ha riconosciuto che i debiti ci sono e vanno coperti - ha aggiunto Di Giuseppantonio -. Ma sarà pesantissimo ripartire da meno 8 milioni».

Dalla delibera appena approvata emerge che i debiti esigibili ammontano a 7 milioni 310.000 euro di cui un milione e mezzo relativi a Irap su prestazioni per i lavoratori interinali, 2 milioni riguardanti spese per il trasporto scolastico che la Provincia deve rimborsare ai Comuni.
«I debiti fuori bilancio ammontano a 2 milioni 304.000 euro sui quali - ha detto Di Giuseppantonio - interverrà la Corte dei Conti».
Il presidente ha poi sottolineato che quest'anno non sarà possibile elargire contributi a nessuno e si dovrà capire come finanziare il Piano Neve e la manutenzione sulle scuole, mentre gli investimenti subiranno inevitabili ritardi.
«Partiamo da una situazione difficilissima - ha ripetuto - sulla base della quale il dirigente della Ragioneria aveva consigliato il dissesto. Come prima cosa, quando ci siamo insediati, abbiamo cercato di azzerare le spese, riducendo il numero dei dirigenti da 13 a 6. Entro il 15 settembre il dirigenti dei settori faranno una nuova ricognizione dei debiti fuori bilancio. Speriamo non vengano fuori altri aumenti».
Per il capogruppo dell'Udc in Consiglio provinciale, Giovanni Enzo Di Rito, «con un atto di profonda responsabilità abbiamo riequilibrato il bilancio, impedendo il dissesto finanziario, che pure poteva essere dichiarato. Ci siamo accollati un onere non indifferente che costituisce una sfida importante per tutta l'amministrazione».
«Risaneremo il bilancio», ha assicurato Di Rito, «introdurremo serietà e rigore nelle spese, gestiremo con oculatezza ogni entrata».
Per il capogruppo del PDL in Consiglio Provinciale, Paolo Sisti, «quello che abbiamo proposto agli elettori durante la campagna elettorale, e che ora ci accingiamo a realizzare, è un programma concreto, orientato a soddisfare i bisogni reali dei nostri concittadini».
Per Camillo D'Amico, consigliere provinciale e capogruppo del Partito Democratico, quello che è successo ieri notte è invece la prova che gli annunci allarmistici di Di Giuseppantonio erano inutili.

«Dopo aver detto che il centrosinistra aveva lasciato debiti colossali», ha detto D'Amico, «ecco che, ieri, il consiglio ha votato un semplice riequilibrio per consentire all'ente di chiudere il 2009 in pareggio di bilancio nonché consentire la ripresa dell'attività bloccata ormai da tre mesi».
La delibera di riequilibrio, secondo l'esponente del Pd «contiene un elenco di debiti presunti da accertare e certificare, taluni dei quali assolutamente insostenibili e contestabili in forma e contenuto, un ulteriore elenco di debiti riconoscibili la cui entità ammonterebbe a circa € 2.300.000 ma, a nostro avviso, notevolmente inferiore nell'entità perché, in alcune voci, artatamente gonfiati».

09/09/2009 17.48