Asili nido comunali, «riconvertiamo gli immobili già esistenti»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L'idea del Comune è quella di utilizzare e riconvertire immobili già esistenti per la creazione di nuovi asili nido pubblici.


In più si pensa alla realizzazione di sistemi di gestione misti Comune-privati per agevolarne la direzione.
Potrebbe essere questa una delle soluzioni immediate per dare alle giovani famiglie un'occasione di inserimento dei propri bambini nelle strutture per l'infanzia ed eliminare le lunghe liste d'attesa.
«Si tratta di una proposta già illustrata e condivisa con l'assessore delegato Guido Cerolini», ha spiegato il presidente della Commissione consiliare Politiche sociali Salvatore Di Pino dopo un colloquio con lo stesso assessore Cerolini.
«La nuova amministrazione comunale di centrodestra si è trovata a fronteggiare, al momento del proprio insediamento, una soluzione tutt'altro che semplice – ha detto Di Pino -: negli ultimi sei anni la passata giunta comunale non ha investito sulla politica della famiglia, né tantomeno sulle strutture destinate ai bambini, nonostante la crescita esponenziale della domanda esplosa quest'anno con l'iscrizione nei nostri nidi anche di bambini aquilani ospiti in città per il terremoto».
La nuova giunta si è così messa a studiare nuovi progetti di realizzazione di asili, ma a questo punto, una delle soluzioni potrebbe essere l'adeguamento di immobili comunali già esistenti e vuoti che, con minimi interventi, potrebbero essere facilmente reimpiegati come strutture per la primissima infanzia.
Nei giorni scorsi la giunta ha avviato la ricognizione di tutto il patrimonio comunale esistente.
«La ristrutturazione di quegli edifici già esistenti», ha spiegato Di Pino, «comporterebbe sicuramente minori spese per il Comune, che tra l'altro avrà anche modo di accedere ai nuovi fondi, 10 milioni di euro, appena stanziati dalla Regione Abruzzo, ma soprattutto ne avremmo un vantaggio in termini di tempistica. Per la futura gestione delle strutture potremmo anche ipotizzare formule miste che vedano il coinvolgimento di cooperative di settore».
Il presidente Di Pino ha poi avanzato anche la possibilità di istituire una forma di accreditamento di qualità delle strutture private alle quali oggi il Comune ricorre per dare ospitalità ai bambini che, esclusi dagli asili comunali strapieni, finiscono nelle liste d'attesa.
Attualmente i nidi privati vengono scelti soprattutto sulla base della rispondenza dei locali destinati a ospitare i bambini a determinati parametri urbanistici.
«In aggiunta – ha proseguito il Presidente Di Pino – potremmo pensare all'istituzione di un disciplinare per fissare parametri di qualità dei servizi offerti che garantiscano alle famiglie di poter usufruire degli stessi elevati standard assicurati dai nidi comunali. Infine dovremo pensare alla creazione di politiche educative di rete per garantire un sistema integrato pubblico-privato, in cui il Comune sia non solo erogatore di servizi, ma soprattutto garante della qualità degli stessi»».

07/09/2009 10.34