D’Amario:«l’Utap di Penne è senza agibilità». Parte l’esposto di Codici

Alessandro Biancardi

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D’Amario:«l’Utap di Penne è senza agibilità». Parte l’esposto di Codici
PENNE. Può una struttura sanitaria importante come l’Utap di Penne, dove ogni giorno decine di persone si recano per consulti e visite mediche, essere senza agibilità?
La risposta è sì. E non ci sono dubbi su questo anche se la cosa può apparire strana, non fosse altro per il fatto che proprio di sicurezza si dovrebbe occupare la stessa Asl.
A Penne le cose vanno così e sembra che nessuno abbia fatto caso a quel certificato –non precisamente secondario- che mancava tra le tante carte firmate per avviare nel 2008 l'Unità territoriale di assistenza primaria, l'Utap appunto.
Una apertura dei servizi preceduta, come spesso accade, da una lunga e farraginosa procedura burocratica, evidentemente però non proprio scrupolosa, avviata nel 2004.
Che cosa è successo?
Lo scorso 2 settembre dopo quattro mesi passati a cercare di sfondare il muro della fin troppo nota “trasparenza” della Asl di Pescara, l'associazione per i consumatori Codici Abruzzo, riesce ad ottenere la documentazione dalla stessa Asl che fotografa tutto quanto è stato fatto per l'apertura del presidio a Penne, compresi i sopralluoghi, i verbali e le firme che di fatto hanno dato il nulla osta all'apertura.
E le sorprese arrivano subito con tanto di firma dell'attuale manager della Asl di Pescara, Claudio D'Amario.
In una scarna missiva che accompagna la documentazione il manager preventivamente mette nero su bianco un paio di paroline che lasciano intravedere la linea difensiva della Asl.
D'Amario parla, infatti, di «sperimentazione» del servizio Utap come se per poter sperimentare un servizio (attivato nel 2008) non fosse necessaria l'agibilità della struttura.
E senza giri di parole arriva anche l'ammissione della “svista”.
«Per quanto attiene la produzione della certificazione di agibilità si fa presente che sono in atto le procedure di autorizzazione di tutte le attività sanitarie e sociosanitarie di pertinenza della Asl di Pescara». Firmato D'Amario.
La realtà che ne emerge è chiara: l'agibilità non c'è ma si sta facendo di tutto per ottenerla.
Senza pensarci due volte il segretario provinciale di Codici, Domenico Pettinari, prende carta e penna e informa la procura della Repubblica della notizia per valutare se tutto si sia svolto secondo le regole o non vi siano state gravi mancanze.
«Era stata la stessa Asl in un verbale dell'Ufficio di prevenzione e protezione per la sicurezza», ha spiegato Pettinari nel suo esposto, «a segnalare, in seguito ad un sopralluogo, che fossero necessari interventi sull'immobile prima dell'inizio delle attività per la realizzazione di opere, alcune delle quali relative alla stessa incolumità degli utenti e degli operatori. Per questo lo stesso ufficio non aveva rilasciato il nulla osta».
Ma l'Utap è stato aperto lo stesso. Come mai?

07/09/2009 10.09