Dissesto sì, dissesto no? E’ guerra alla Provincia di Chieti

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Debiti su debiti, a sentire il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio. «E’ tutto in ordine», invece, assicura il suo predecessore Tommaso Coletti. In più sbuca la bega del Tribunale di Chieti: lavori pagati dalla Provincia (3 mln circa) creano tensioni e il trasloco degli uffici pare imminente.

«Il Comune ci deve 5,8 milioni di euro e 2,5 Coletti li ha già spesi pur non avendoli incassati: nella situazione di emergenza che viviamo, siamo costretti a far partire la procedura esecutiva»: lo chiede il presidente Di Giuseppantonio

Alle prese con la grave situazione finanziaria lasciata dalla precedente amministrazione, il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, sta rilevando tutte le spese dell'ente e i tutti i crediti che possono essere vantati, insieme all'assessore al Bilancio, Alessio Monaco, coadiuvato dall'avvocatura dell'ente.
Tra questi ultimi è spuntata una sentenza della Corte d'Appello, che confermava un altro pronunciamento in primo grado, che condanna il Comune di Chieti a versare una grossa somma alla Provincia per la mancata applicazione di una legge statale del 1959.
Il DPR 1467/59, infatti, obbliga Provincia e Comune a provvedere al 25% delle spese per il mantenimento e il funzionamento dell'Istituto d'Arte cittadino, indicando tra l'altro il Comune come obbligato a provvedere alla manutenzione dell'edificio che ospita la scuola. La Provincia stanziò immediatamente la sua quota di finanziamento, mentre palazzo d'Achille non ha mai pagato la sua parte.
In primo grado, il giudice ha condannato il Comune al pagamento delle sole spese di straordinaria ed ordinaria manutenzione; con la sentenza d'Appello, invece, il giudice ha riconosciuto il diritto della Provincia ad ottenere anche l'indennità di occupazione senza titolo, per una somma totale di 3,7 milioni di euro che sono nel frattempo diventati 5,8 per interessi e rivalutazioni (al 31 luglio 2009).
«L'aspetto più preoccupante di questa vicenda – ha dichiarato il presidente Enrico Di Giuseppantonio – è che di quei 5,8 milioni, non ancora incassati, 2,5 sono stati già spesi dall'amministrazione guidata da Tommaso Coletti nel 2008. In considerazione della disastrosa situazione finanziaria in cui la Provincia si trova, mi trovo costretto a chiedere la procedura esecutiva per il recupero delle somme che ci sono dovute, visto che il Comune ha ignorato i numerosi solleciti e le ingiunzioni giunte dal nostro ufficio legale. Tra l'altro ieri, nel corso della verifica di cassa svoltasi presso la Carichieti, lo stesso Coletti mi ha sollecitato ad avviare un'azione per il recupero di questa somma».

LA BEGA DEL TRIBUNALE CHE TRASLOCA

In più c'è da sciogliere il nodo del Tribunale. Come ricorda il consigliere comunale di An, Mario Colantonio, ancor prima del terremoto del 6 aprile, la Provincia, «dopo un lunghissimo iter
amministrativo e burocratico» partito dal 2004 (amministrazione Febbo) con molteplici sollecitazioni della Dirigenza del Tribunale è giunta all'espletamento di un intervento per l'adeguamento antincendio, abbattimento barriere architettoniche ed adeguamento impianti per qualche migliaio di euro di lavori.
«Nella sede di via Arniense (ex Ospedale Civile)», continua Colantonio, «recepita dalla Provincia di Chieti in totale stato di abbandono e degrado, sono stati spesi dal 1998 al 2006 oltre 2 milioni
di euro, per lavori di straordinaria manutenzione, rifacimento tetti, canali, adeguamenti generali di tutti gli impianti tecnologici, realizzazione di un ascensore esterno, abbattimento di tutte le barriere architettoniche, sostituzione di tutti gli infissi e molti altri interventi che hanno reso funzionali e funzionanti almeno 3 settori della Provincia di Chieti, tra i quali la Polizia provinciale, i Servizi Sociali ed assistenziali ed altri».
Quindi, questi investimenti patrimoniali ammontanti a quasi 3 milioni di euro, solo in minima parte finanziati da enti sovraprovinciali (Stato e Regione) «gravano sul bilancio passivo della Provincia», sottolinea Colantonio, «che deve pagare regolarmente le rate dei mutui assunti».
Secondo quanto spiega sempre il consigliere comunale la Provincia dovrà anche accollarsi l'onere di collocare in altre strutture.
Per questo, secondo Colantonio, ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità: «la provincia rinuncerà ad un immobile di proprietà in piena efficienza, affrontando anche il malumore del personale che dovrà andarsene in altro luogo, ed il Comune amministrato da Ricci e compagni, che si ritroverà a pagare quanto dovuto, almeno per una volta, in questi cinque anni».

COLETTI: «MA QUALE RISCHIO DISSESTO?»

«Il pericolo di dissesto per la Provincia di Chieti non esiste più», ha assicurato questa mattina Tommaso Coletti in conferenza stampa. «La stessa maggioranza ha proposto una delibera di riequilibrio da approvare entro il 30 settembre che parla di riconoscere i debiti fuori bilancio dell'ente che ammontano a 2,3 milioni di euro. Si tratta di debiti esigibili riferiti a contenziosi delle passate amministrazioni per la maggior parte».
«La maggioranza di centro destra - ha detto Coletti - con questa proposta di delibera ha di fatto ammesso che non c'e' il rischio del dissesto. Noi siamo d'accordo nel riconoscere i debiti fuori bilancio ma chiediamo di attendere la verifica degli altri debiti che potranno eventualmente essere coperti con la vendita del patrimonio inutilizzato».
Tra i debiti che Coletti definisce ipotetici vi e' il pagamento dell'Irap, dal 2000, per i lavoratori interinali (1,8 milioni).
«Pagamento che secondo noi non spetta alla Provincia ma all'agenzia interinale che ha somministrato i lavoratori».
Secondo Camillo D'Amico, capogruppo consiliare del Pd, da tre mesi si fa solo propaganda.
Nel frattempo 16 milioni di finanziamenti per importanti opere viarie non sono stati ancora utilizzati e c'e' il rischio che la somma torni alla Regione se non sarà utilizzata entro i prossimi cinque mesi.

MONACO: «EVITEREMO IL DISSESTO PER I CITTADINI»

Ha replicato subito alle affermazioni di Coletti l'assessore al Bilancio della Provincia, Alessio Monaco: «eviteremo il dissesto per rispetto dei cittadini».
Secondo quanto detto da Monaco «se abbiamo scelto di non proporre la delibera per il dissesto dell'ente è per rispetto dei cittadini che ci hanno chiesto con un ampio consenso di tornare ad una gestione corretta e trasparente delle risorse pubbliche».
«Sono esterrefatto», ha proseguito l'assessore, «dalle continue inesattezze e cose non vere che Tommaso Coletti produce in quantità industriale per dimostrare la correttezza del suo operato, che ha lasciato alla nostra amministrazione un passivo di circa 8 milioni di euro nell'ultimo anno: le cifre sono lì a dimostrarlo e con i numeri non si può dare spazio ad alcuna interpretazione».
Già da lunedì, nella riunione della Commissione Bilancio, l'assessore ha spiegato che si dovrà esaminare la delibera per il riequilibrio del bilancio: «lì dimostreremo, carte alla mano, ciò che abbiamo sempre sostenuto e che sarà palese nella seduta di martedì del Consiglio provinciale».
Sull'argomento è intervenuto anche il presidente della Commissione Bilancio, Federico Fioriti: «Esaminando i documenti posso confermare che la situazione finanziaria della Provincia è veramente drammatica. Metteremo in chiaro quali siano le responsabilità di questa voragine di milioni e milioni di euro e porremo mano ad un piano di risanamento che ci porterà ad uscire dal pantano del rischio dissesto: occorreranno tempo e sacrifici, ma è una sfida che vinceremo, grazie alla nostra fermezza».

05/09/2009 14.47