Sicurezza e legalità:«unire le forze dei comuni per aumentare i controlli»

Alessandro Biancardi

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SILVI. «Unire le forze di ciascun comune per combattere l'illegalità e affrontare le problematiche di uno specifico territorio».


E' la proposta dell'assessore all'immigrazione e alla legalità del Comune di Silvi, Annapaola Mazzone, a seguito di un incontro avuto venerdì 4 settembre presso l'ufficio dell'assessore Regionale Paolo Gatti, e al quale era presente anche il Questore di Teramo, Amalia Di Ruocco.
Nel corso dell'incontro si sono affrontati problematiche legate alla sicurezza sociale, all'immigrazione clandestina incontrollata e ai fenomeni di microcriminalità ad essi collegati. L'assessore comunale Annapaola Mazzone, alcuni giorni prima, si era rivolta propria all'assessore regionale Paolo Gatti, che detiene le deleghe alle politiche sociali comprendenti anche la vigilanza e controllo e politiche per l'inclusione e socio assistenziali, facendo presente la situazione di Silvi per quanto riguarda l'alta presenza di immigrati, comunitari e non, molto spesso non registrati, e dediti a varie attività illegali quali prostituzione e commercio abusivo.
L'Assessore regionale Paolo Gatti ha immediatamente convocato il questore di Teramo, Amalia Di Ruocco, al fine di intraprendere di comune accordo soluzioni e progetti di prevenzione e controllo. «Dall'incontro – ha dichiarato Annapaola Mazzone – è emerso chiaramente come alcune zone del teramano, specie Silvi, soffrano particolarmente la massiccia presenza di immigrazione incontrollata. L'assessore Gatti e il questore Di Rocco hanno immediatamente compreso la complessità che attanaglia la nostra città, comunque presente anche in altre realtà: dalla prostituzione al commercio abusivo che porta spesso anche microcriminalità. Da questo quadro, è apparsa subito necessaria un'azione comune tra vari organi e autorità al fine di creare dei progetti innovativi per garantire la sicurezza sociale, accogliere e integrare al meglio gli immigrati».
Non è certo un problema di oggi quello che riguarda le difficoltà economiche e finanziarie dei piccoli e medi comuni, dunque è impensabile garantire tutto questo con gli organici spesso ridotti delle polizie municipali.
Secondo l'amministrazione comunale di Silvi non si possono nemmeno chiedere ulteriori sforzi alle autorità di polizia e forze dell'ordine che già lottano quotidianamente su strada eventi criminosi di ogni genere.
Da qui l'idea di unire comuni limitrofi per la risoluzione di problematiche caratterizzati in uno specifico territorio.
Ad esempio unire i servizi di Polizia Municipale dei comuni di Silvi, Pineto, Atri e Roseto (già note come Terre del Cerrano) al fine di contrastare fenomeni illegali e microcriminosi ma non solo.
Si potrebbero attuare anche programmi sociali per il controllo e la tutela di quei soggetti deboli che sono spesso le prime vittime della criminalità.
«In questa parte di territorio», ha aggiunto Mazzone, «sappiamo bene che è molto diffusa l'immigrazione clandestina, che spesso porta alla prostituzione e al commercio abusivo, e il più delle volte le dotazioni organiche dei singoli comuni non riescono a coprire tutte le necessità. Ovviamente, regione e forze di polizia collaboreranno con le loro conoscenze tecniche nello sviluppo e nella creazione di un programma innovativo di sicurezza e di tutela. Basti pensare alle nuove avanzate tecnologie che possono garantire più efficienza e risultati se previsti in un programma al passo coi tempi e soprattutto al passo con le nuove organizzazioni criminose».
Secondo l'assessore la soluzione non necessiterebbe di alcuna sovrastruttura e sarebbe dunque uno strumento «snello».

05/09/2009 14.43