Teramo. Il Consiglio approva il nuovo piano caccia al cinghiale

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

872

TERAMO. Il Consiglio provinciale, ieri, ha varato a maggioranza (l’opposizione si è astenuta) il nuovo piano di programmazione e pianificazione della caccia al cinghiale.


La principale novità della nuova proposta è l'inserimento di un criterio di rotazione (su base volontaria) dei vari distretti all'interno delle macroaree assegnate alle squadre. La caccia al cinghiale, quest'anno, riaprirà domenica 20 settembre.
«Rispetto alle prescrizioni del calendario venatorio – sottolinea l'assessore alla Caccia, Giuseppe Di Michele – siamo riusciti a rinnovare la virtuosa regolamentazione in atto nel Teramano. Oltre a confermare alle quaranta squadre preesistenti i territori di caccia, la Provincia apre alle nuove squadre, consentendo loro di cacciare nelle 38 aree libere. Altre importanti novità sono l'introduzione di concetti base di gestione del cinghiale consigliati dall'Ispra, l'ex istituto nazionale di fauna selvatica, come le macroaree di gestione e le densità obiettivo. Da quest'anno, inoltre, parte l'esperienza della turnazione, che dà pari opportunità ai cacciatori, valorizza le aree e favorisce la socializzazione e la crescita culturale».
Nel rispetto di quanto previsto dal calendario venatorio approvato dalla Regione e in vista dell'apertura della stagione, in programma domenica prossima (6 settembre), la Provincia ha da poco approvato alcune prescrizioni per il prelievo di alcune specie di volatili.
Le novità introdotte riguardano il colombaccio, che diventa cacciabile a partire dal 6 settembre, e la starna, che verrà prelevata dal 20 settembre al 31 dicembre.
Altra novità è quella relativa alla quaglia che, su indirizzo degli Atc incaricati dalla Regione, sentita anche la Provincia, può essere cacciata con il cane nelle pianure fluviali adiacenti i principali fiumi (Tronto, Salinello, Tordino, Vomano, Fino) e torrenti (Vibrata e Piomba), nei tratti compresi tra la statale 81 Teramo-Ascoli e la statale 16 Adriatica, ed esclusivamente nei fondi occupati da stoppie, prati, pascoli, terreni incolti e comunque con l'esclusione delle aree boschive.
Discusse durante il Consiglio di ieri anche le interrogazioni presentate dal consigliere del Pd Giulio Sottanelli: la prima volta a sapere con quale atto il Presidente o la Giunta ha fornito indicazioni circa il blocco delle progressioni verticali interne; la seconda, invece, finalizzata a conoscere i motivi che hanno indotto l'amministrazione a prorogare i termini per la presentazione delle offerte riguardanti la direzione lavori e sicurezza dell'appalto per due lotti della San Nicolò-Garrufo. Sulla prima il Presidente, Valter Catarra, ha spiegato che vi è stato un provvedimento di rinvio a data da destinarsi da parte del presidente della commissione; in merito alla seconda, invece, ha sottolineato che la decisione è stata assunta dopo una richiesta di proroga da parte del responsabile unico del procedimento.
Sul punto il Presidente ha anche annunciato l'intenzione di rivedere le regole per l'affidamento degli incarichi di direzione lavori introducendo «criteri che possano consentire anche ai giovani professionisti di partecipare ai gruppi di lavoro» e riducendo «il grado di discrezionalità assegnato alla commissione».

03/09/2009 14.35