Sequestrato depuratore Francavilla: indagati i vertici dell'Aca

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

4314

Sequestrato depuratore Francavilla: indagati i vertici dell'Aca
FRANCAVILLA. E’ stato eseguito ieri il provvedimento che preannuncia nuovi problemi per la società acquedottistica Aca che gestisce l’impianto e per l’ambiente.
Ad eseguire il sequestro preventivo è stato il personale del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale - NIPAF del Comando Provinciale del Corpo forestale dello Stato di Chieti.
Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Chieti su richiesta del pm.
L'impianto messo sotto sequestro è quello di contrada “Pretaro”.
Le indagini erano partite dai controlli effettuati nei mesi di luglio e agosto, dapprima dai soli tecnici dell'Arta, successivamente insieme ai Forestali del Comando Provinciale di Chieti, sulle acque di scarico del depuratore comunale.
Dall'analisi dei campioni appositamente prelevati durante i sopralluoghi è stato riscontrato il superamento dei parametri tabellari per gli scarichi di depurazione dei reflui urbani, previsti dal Decreto Ambientale del 2006.
Infatti il depuratore di contrada “Pretaro” immetteva nelle acque costiere reflui contenenti azoto ammoniacale e nitroso e tensioattivi in misura superiore ai limiti previsti.
Pertanto, sono stati ritenuti responsabili di tale superamento tre persone, nei confronti delle quali sono stati emessi avvisi di garanzia con l'accusa di inquinamento delle acque.
Si tratta del presidente dell'Aca, Ezio Di Cristofaro, il direttore generale, Bartolomeo Di Giovanni, ed il direttore tecnico Lorenzo Livello.
Alle operazioni di sequestro ha assistito il direttore tecnico della Società conduttrice dell'impianto, che lo ha preso in custodia, accompagnato da un addetto alla manutenzione.
«Nel periodo estivo il depuratore di Pretaro», ha spiegato il comandante provinciale Nevio Savini della Forestale, «anche a causa dell'incremento delle presenze nel comune rivierasco, probabilmente non riesce a trattare e depurare la grande quantità di reflui prodotti. Ciò determina, oltre al superamento di alcuni limiti tabellari, anche l'emissione in una zona abitata di persistenti cattivi odori. Il sequestro si è reso comunque necessario per limitare uno scarico inquinante che potrebbe portare anche alla non balneabilità delle acque costiere di Francavilla al Mare».
Alla Procura di Chieti sono stati inviati gli atti del sequestro insieme ad un verbale di sopralluogo e ad un apposito fascicolo fotografico.

03/09/2009 12.15