Wine Glass, quel bicchiere di vino alla loro salute

Alessandro Biancardi

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Wine Glass, quel bicchiere di vino alla loro salute
PESCARA. Ed il Wine glass è ancora lì. Ci rimarrà per almeno tre mesi ancora. Il resto è un grosso punto interrogativo. Di certo quel monumento imploso su se stesso, sfigurato, al centro di piazza Salotto sembra una metafora: un passato che la città vorrebbe dimenticare per cambiare tutto mentre invece…
La novità è che ieri sono iniziate le prime perizie sullo Huge Wine Glass da parte dell'architetto Domenico Lucarelli, il tecnico incaricato dal Tribunale di Pescara di verificare cos'abbia causato il cedimento del ‘bicchiere' realizzato dal maestro giapponese Toyo Ito.
Si tratta di un contenzioso civilistico che dovrà stabilire di chi siano le responsabilità. Anche perché la Clax Italia, la ditta costruttrice, si è già pienamente defilata, declinando ogni sua responsabilità. Per esclusione allora il manufatto da loro costruito si sarebbe autodisintegrato per cause esterne e non prevedibili.
«Appena lo scorso 15 giugno – ha ricordato il sindaco Albore Mascia – il Tribunale di Pescara ha affidato all'architetto Lucarelli l'incarico di perito nel contenzioso aperto tra Comune di Pescara e la Clax Italia, l'azienda che ha materialmente realizzato l'opera che lo scorso febbraio, dopo appena 64 giorni dalla sua installazione, ha subito un gravissimo cedimento, tanto da costringere i vigili del fuoco e la stessa Clax a intervenire circondando il manufatto con delle cinghie per evitare che andasse in frantumi. Un'opera che in pochi giorni si è trasformata in una cicatrice per il tessuto urbano, una ferita aperta nel cuore della città».
Un contenzioso che ora spetterà alla nuova amministrazione comunale tentare di dirimere e chissà a quali costi.
Il perito avrà 90 giorni di tempo per riconsegnare i propri verbali, tuttavia, avendo ricevuto l'incarico in piena estate, ossia nei 45 giorni di sospensione dell'attività giudiziaria, quei 90 giorni sono diventati 135.
In altre parole, la perizia dovrà essere depositata entro novembre.
Un contenzioso che non avrebbe nulla a che fare, invece, con l'inchiesta, penale, che è stata aperta nell'imminenza del crollo della struttura. Le indagini proseguono nel silenzio ed avrebbero già appurato non poche stranezze relative all'intero iter, alle modalità di affidamento e a quelle di costruzione.
Gli inquirenti vogliono vederci chiaro e capire tutte le dinamiche che hanno agito nell'ombra delle stanze e che hanno portato alla realizzazione di un'opera fortemente voluta dall'ex sindaco Luciano D'Alfonso e poi divenuto il simbolo della sua sfortuna.
Il pm Paolo Pompa vuole sapere perché è stata scelta la Clax Italia? Chi ha operato la selezione delle ditte invitate e secondo quali criteri? Perché il monumento è risultato poi enormemente difforme dal modellino che già veniva sfoggiato in Comune molti mesi prima della gara e realizzato proprio dalla Clax Italia?
La fretta imposta alla ditta da D'Alfonso che voleva festeggiare con una pomposa inaugurazione nel giorno di silenzio elettorale prima delle elezioni regionali ha influito sul risultato finale?
Tutte domande che dovranno trovare una risposta ed eventualmente fare luce su eventuali passaggi di denaro per canali inusuali.
Nel frattempo la Clax Italia sembra aver ritrovato una nuova vita con l'aggiudicazione di numerose nuove commesse di monumenti di prestigio, commesse di enti pubblici per svariati milioni.
Nessuno in Italia si è accorto della figuraccia pescarese.
O si preferisce non darle importanza.

02/09/2009 8.03