La ex moglie di Aracu mette scompiglio nella politica con un memoriale di fuoco

Alessandro Biancardi

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La ex moglie di Aracu mette scompiglio nella politica con un memoriale di fuoco
ABRUZZO. L’inizio del mese di agosto ha riservato all’Abruzzo l’ennesima pagina di cronaca nazionale ed è stata ancora una volta (come succede da un annetto) cronaca giudiziaria. * ENRICO PAOLINI (PD) QUERELA LA MAURIZIO E L’ESPRESSO:«AFFERMAZIONI FALSE»

Sull'Espresso Primo Di Nicola pubblica un articolo nel quale dà conto che Fabrizio Cicchitto di Forza Italia è indagato a Pescara nell'ambito di quella stessa inchiesta che ha portato in carcere Ottaviano Del Turco e molti dei suoi.
Ma Di Nicola fa di più e pubblica integralmente il memoriale che la signora Maria Maurizio, ex moglie del deputato Sabatino Aracu e con lui in guerra giudiziaria per ragioni legate al matrimonio finito, ha consegnato al procuratore di Pescara, Nicola Trifuoggi.
A livello nazionale fa scandalo la notizia che Cicchitto è indagato per aver preso (dice sempre la signora) 500 mila euro come «contributo da parte di Aracu». Un contributo che sarebbe dovuto al fatto che lo stesso esponente del governo era suo referente di corrente, un riferimento nazionale del partito anche per sponsorizzare alcune candidature come fu nel caso del senatore Filippo Piccone, ex sindaco di Celano, per il quale Cicchitto si sarebbe battuto.
E' poi trapelato che lo stesso Cicchitto ha chiesto di essere ascoltato dai magistrati spontaneamente dopo che su Il Messaggero era apparsa la notizia che Vincenzo Angelini aveva ripreso a parlare confermando dazioni allo stesso Aracu.
La signora Maurizio, però, ai magistrati Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli ha raccontato anche altre situazione e particolari legati ad una estate trascorsa insieme con lo stesso Cicchitto nella quale probabilmente si parlò anche della candidatura del senatore Piccone e che sarebbe stata caldeggiata con altri versamenti occulti di Aracu.
Accuse gravissime che sono state subito rispedite al mittente dallo stesso Cicchitto che con alcune note le ha bollate come «falsità», facendo intervenire anche il suo avvocato scelto tra le menti abruzzesi. Aracu si è difeso sparando a zero contro la ex moglie facendo intendere, anche in maniera non troppo velata, che le condizioni di salute della donna sarebbero “particolari” e che non si tratterebbe di una persona sana di mente.
Una tesi che è stata -tra le altre cose- espressa dal solito commentatore anonimo più volte nei commenti ai nostri articoli che raccontavano i preludi dei problemi dell'onorevole Aracu.
Intanto, i magistrati avrebbero già verificato la maggior parte delle notizie ma non si sa con quale esito. Si sa invece che sul fronte sanità Vincenzo Angelini è tornato a parlare e, messo nuovamente alle strette, avrebbe ricordato altre dazioni, tra cui quelle consegnate a Conga e indirettamente ad Aracu nel periodo in cui al governo della regione c'era il centrodestra e la finanziaria regionale (la Fira) faceva man bassa di fondi europei girati ad imprese amiche, guidata da Giancarlo Masciarelli, ideatore anche delle cartolarizzazioni dei debiti della sanità con la sponda dell'allora assessore Vito Domenici.
Ma messo da parte lo scalpore nazionale per la notizia rimangono una serie di circostanze e di notizie (di reati) che spuntano fuori dal memoriale della signora Maurizio e che se verificate potrebbero rafforzare l'accusa nel processo Sanitopoli e produrre una serie di stralci ed inchieste anche voluminose.
Insomma si tratterà davvero di riscrivere la storia recente della nostra regione, mazzetta dopo mazzetta, e chiarire stranezze, appalti, decisioni, delibere, lotte intestine, alleanze. Starà tutta nella bravura degli inquirenti e dei magistrati riuscire a inchiodare i colpevoli, se ce ne sono davvero.

IL MEMORIALE

L'ex signora Aracu parla delle tangenti estorte alle cliniche abruzzesi (tutte e non solo Villa Pini) ma anche della attività imprenditoriale del marito attraverso alcune società che avrebbero anche beneficiato –secondo quanto raccontato dalla signora- di una serie di trattamenti “agevolati” che potrebbero aver portato anche commesse di enti pubblici.
Di qui la conseguenza normale che gli indagati sarebbero aumentati e ben presto bisognerà capire il metodo giudiziario da seguire: occorrerà fare almeno un paio di stralci e analizzare singolarmente alcuni aspetti.
Una delle società attenzionate e menzionate sarebbe la “Lenasnet – Marketing, servicos de promocao turistica e publicidade S.a.” con sede nella regione autonoma portoghese di Madeira nello stesso stabile dove trovano spazio anche altre società di un altro abruzzese, Giuseppe Spadaccini, imprenditore aereo, amico di Aracu, vincitore di numerosi appalti e commesse pubbliche tra cui quello della gestione dei canadair. Gli inquirenti hanno scoperto che le società avevano anche una segretaria in comune. Spadaccini è attualmente indagato dalla procura di Pescara per aver utilizzato società off shore per evadere il fisco.
L'ex moglie Aracu lamenta il fatto di essere stata indotta a cedere le sue quote della società 3G srl che possedeva, perché le condizioni economiche, le sarebbe stato detto, erano critiche.
Recatasi dal notaio avrebbe notato che l'atto era già predisposto e l'acquisto delle quote sarebbe stato fatto proprio dalla società portoghese.
Dei 180mila euro promessi dal marito come prezzo delle quote però nemmeno l'ombra.
Si parla poi di un'altra società la Esseci srl detenuta da Aracu e Adele Caroli (più volte candidata al Comune di Pescara nelle liste di Forza Italia) che avrebbe avuto alterne vicende. Amministratore unico era un fido collaboratore del parlamentare azzurro, Mario Tortora, il quale certificava i bilanci, gli acquisti di immobili, di una barca, di servizi quotidiani editoriali ad una ditta (International Press Scarl) o la consulenza sui sistemi di comunicazione alla Cienne Telecomunicazioni.
Un contenzioso per qualche anno la società lo ha dovuto sopportare per cifre -pare non pagate- da un'altra società, la Aria Nagel e Associati, per un incarico di progettazione da 180mila euro denominato “Pacchetto Bulgaria”.
Tra le spese sostenute dalla Esseci srl anche i 200mila euro pagati alla Broadcast Video Press Sas per «promozione». La società ha avuto contatti anche con Italia lavoro.
La società, il 24 ottobre 2007, cambia denominazione sociale e diventa Im.Com. srl, nel frattempo, dopo diversi attriti, Adele Caroli nel 2006 aveva ceduto le sue quote ad Aracu.
Il resto è storia di rapporti e relazioni di presunta amicizia e di interessi economici vari, di spartizione del potere e di regali fatti alle mogli di molti uomini con incarichi pubblici che dal canto loro si sdebitavano in qualche modo.
Nel memoriale vi sono molti nomi e cognomi e circostanze che gli inquirenti stanno verificando. Una storia di occupazione delle istituzioni e di scelte che non avrebbero nulla a che vedere con l'interesse generale. Scelte che spiegano il buco enorme nel bilancio della Regione.
Se la pazzia non c'entra saranno guai seri.


IL MEMORIALE PUBBLICATO DA L'ESPRESSO


LA VICENDA SUI GIORNALI
IL GIORNALE 
L'UNITA'

LA REPUBBLICA

IL MESSAGGERO


01/09/2009 9.27











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ENRICO PAOLINI (PD) QUERELA LA MAURIZIO E L'ESPRESSO:«AFFERMAZIONI FALSE»


Sono in molti ad essere passati alle vie di fatto e alle carte bollate per difendere la onorabilità delle persone tirate in ballo dal memoriale della ex signora Aracu.
Tra questi vi è anche Enrico Paolini ex vicepresidente della Regione Abruzzo, il politico che con le sue rivelazioni ai magistrati pescaresi è stato uno dei tasselli fondamentali per giungere all'arresto di Ottaviano Del Turco e gli altri nello scandalo della Sanità.
Paolini ha dato mandato ai suoi avvocati di querelare e di chiedere i danni perché il passaggio che lo tira dentro riferito ad un regalo fatto alla moglie da Angelini per mano di Conga sarebbe «destituito di fondamento e assolutamente inverosimile»
«Mia moglie e io non abbiamo mai ricevuto orologi o qualsiasi tipo di regalo prezioso. E' assurdo poi che Angelini il cui odio nei miei confronti è arcinoto si preoccupi di fare un regalo a mia moglie e di utilizzare come tramite Conga, un esponente di An».
Paolini inoltre precisa che nel 2004 non era vicepresidente della Regione e che si è sposato nel 2006.
«La signora Maurizio l'ho conosciuta e frequentata occasionalmente perché ero insieme al marito vicepresidente del comitato dei giochi del Mediterraneo», ha precisato Paolini, «è probabile che si sia confusa e siccome l'avevo diffidata di rettificare le sue affermazioni e non l'ha fatto ora procederò per vie giudiziarie chiedendo tutti i danni avendo le carte processuali a mio favore».

01/09/2009 19.57