Soldi pubblici per finanziare imprese private: quali vantaggi per gli abruzzesi?

Alessandro Biancardi

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INCHIESTA/2. ABRUZZO. Non è solo una questione di politica che decide poltrone e finanziamenti. Nella buona pratica amministrativa bisogna anche valutare i risultati che si ottengono. La domanda allora è semplice: alla luce dei dati pubblicati ieri l'aeroporto è in forte caduta con segni meno molto marcati ed affatto trascurabili. Che fare dunque?




INCHIESTA/2. ABRUZZO. Non è solo una questione di politica che decide poltrone e finanziamenti. Nella buona pratica amministrativa bisogna anche valutare i risultati che si ottengono. La domanda allora è semplice: alla luce dei dati pubblicati ieri l'aeroporto è in forte caduta con segni meno molto marcati ed affatto trascurabili. Che fare dunque?





Di sicuro i nuovi voli di Ryanair potranno contribuire a risollevare le sorti proprio come detto dallo stesso presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano, nella conferenza stampa di presentazione.
Ecco allora il caso Ryanair dove i finanziamenti pubblici potrebbero avere una ricaduta concreta, confermata dai numeri (voli sempre pieni e turisti che sbarcano a frotte) anche in conseguenza di un marchio ormai conosciuto e di strategie di marketing più che azzeccate e molto incisive oltre che diffuse.
Anche se qualche scelta appare non di facile comprensione come i voli di luglio e agosto per Treviso invece che per esempio verso una tratta per località del sud Italia.
Allora in definitiva soldi ben spesi. Quelli pubblici capaci di far girare davvero una economia ed un indotto con grandi numeri.
Che dire, invece, della concorrente Flyonair?
Anche qui i numeri parlano da soli ma c'è una bella differenza. Abbiamo visto che alcuni voli viaggiano praticamente vuoti e dunque hanno costi elevati.

BUONE E CATTIVE COMPAGNIE

Ci permettiamo, sia ben chiaro, di spulciare le scelte di una azienda privata soltanto perché usufruisce di finanziamenti pubblici e per questo la società ha il dovere di renderne conto.
Allora per esempio a chi serve un collegamento bisettimanale per Napoli che pare porti una decina di passeggeri a volo?
Che valore hanno scelte come quelle di collegare una volta a settimana città non esattamente appetibili -ma tutte da scoprire- come Kiew, Katowice, Lviv?
Secondo alcuni esperti sarebbero scelte poco razionali in quanto si obbligherebbe l'eventuale turista a rimanere almeno una settimana senza altre scelte per il ritorno e questo farebbe scendere le quotazioni del volo.
Infatti, sono scese talmente tanto quelle di Katowice che dopo tanta pubblicità il volo è stato sospeso per scarse prenotazioni.
Sulle tratte nazionali il discorso potrebbe cambiare perché la Flyonair sul volo Pescara-Torino sarebbe competitiva, anche se rivolta esclusivamente a clienti business (dirigenti e management della Val di Sangro legati alla Fiat).
Peccato che su quella tratta la Saga ha dato il via libera ad un altro vettore (Air Vallee).
Insomma i clienti che ci sono se li dividono in due. Non solo, Air Valle pare non riceva finanziamenti pubblici, dunque, si troverebbe nella condizione di dover fronteggiare una concorrenza del tutto particolare.
Pochi voli per Pescara e la Saga permette anche qualche doppione.
Nei forum ci si domanda, poi, che senso abbiano le scelte di affidare tratte (per esempio Germania, Belgio e Francia) ad una compagnia praticamente sconosciuta come Flyonair in quei Paesi quando la solita Ryanair potrebbe da sola decuplicare -forse di più- gli attuali valori prodotti?
Insomma, in tutte queste scelte la Regione e la Saga (partecipata dalla Regione ma anche dal Comune e da enti come la Camera di Commercio) approvano, girano i finanziamenti e stanno a guardare che succede.
E succede che la spesa è certa, il ritorno pubblico no.

TUTTA COLPA DEL TERREMOTO?

Ancora una volta è il web a fornire risposte ed una serie di interrogativi (e non sempre da prendere come oro colato), le argomentazioni però fanno riflettere anche chi non è del settore.
Così le cause dell'insuccesso di Flyonair per i sedicenti esperti del forum sarebbero da rintracciare in scelte sbagliate degli aeromobili troppo grandi per il carico esiguo.
C'è da dire che la società gestirebbe il tratto in convenzione con una società tedesca che dovrebbe assicurare i passeggeri per la restante parte ma su questo si attendono delucidazioni.
Facile poi attaccare la politica dei prezzi della compagnia di casa che pare essere su altri livelli se paragonata a Ryanair.
E' probabile che si sia puntato sulla clientela business che magari può pagare 150 euro una tratta fino a Torino ma magari non lo studente o la famiglia normale.
Sarà allora colpa del business che da queste parti è sempre meno, così i passeggeri sono pochini.
Sulla tempistica e modalità delle promozioni si scatenano e così gli utenti (tutti del settore se non persino dipendenti) protestano per la scarsa tempestività dei manifesti che si vedono a Pescara e che pubblicizzano il volo per Napoli a due mesi dall'inizio e ad uno dalla fine.
Che senso ha? E a Chieti, Teramo e nelle altre città limitrofe è stata fatta la pubblicità?
Qualunque sia la risposta il risultato non cambia.

FORTI LEGAMI

Che corra buon sangue tra la Saga e Flyonair è cosa risaputa ed è normale che sia così.
Per esempio sul sito dell'aeroporto pescarese campeggia un maxibanner della compagnia aerea.
Chi paga chi per la pubblicità? E perché solo quello?
E siccome siamo nell'era dei social network anche Flyonair ha voluto farsi la sua pagina su Facebook. Ma i navigatori del solito forum hanno notato come l'amministratore della pagina fosse Marco Bruno, il vicedirettore della Saga.
Magari non c'è niente di male ma lette le perplessità Bruno si è cancellato da amministratore. Rimangono i suoi commenti entusiasti sui voli appena stabiliti che non erano ancora stati resi pubblici della compagnia aerea.

CHIARIMENTI NECESSARI: FARE PIENA LUCE

Alcuni imprenditori e dipendenti che operano all'interno dell'Aeroporto d'Abruzzo hanno fatto il giro delle sette chiese, quasi un pellegrinaggio nelle stanze del potere regionale, per denunciare strane presenze, strani appalti e un uso disinvolto delle risorse pubbliche nello scalo abruzzese.
Risultato zero: politici distratti, assessori regionali disinteressati, funzionari di alto livello apparentemente disponibili ad intervenire, ma sempre pronti a rinviare le decisioni che contano.
Poi addirittura il problema aeroporto è scomparso nei rapporti tra livello regionale e livello parlamentare abruzzese, tanto che un esponente di primo piano del Pdl, a precisa domanda di PrimaDaNoi.it su cosa avrebbe fatto il Centrodestra per venire a capo dei fatti denunciati, ha risposto che non ne sapeva nulla, pur avendo interpellato l'assessore di riferimento.
«Non ne sanno niente? Ma siamo impazziti – hanno replicato gli interessati – non solo siamo andati a parlare con gli assessori, ma abbiamo chiesto udienza anche al Presidente. E' vero che lo abbiamo incontrato nella fase post terremoto ed anche dopo, ma gli abbiamo lasciato un dossier ed una lettera di accompagnamento dove c'è scritto tutto in modo molto chiaro. E se proprio vogliamo dirla tutta, siamo stati a colloquio anche con un funzionario dell'assessorato ai trasporti, oltre che con l'assessore Morra. Pure lui conosce i problemi sollevati, come altri assessori».
Interpellato direttamente, l'assessore ai trasporti Giandonato Morra ha confermato di conoscere il dossier e le denunce sulla gestione della Saga: «Ma non è che noi come Regione comandiamo in questa società – ha spiegato l'assessore – e poi quelle sono denunce che vanno vagliate, controllate, verificate e valutate. Non è che arriva un dossier ed io lo prendo per oro colato. Stiamo verificando».
«Il problema non è aspettare – spiegano gli autori delle denunce – ma la possibilità che la Regione eroghi altri finanziamenti attingendoli dal turismo e regalandoli a pseudo operatori aeroportuali che non si sa se sono compagnie aeree o tour operator. La verità è che ci aspettavamo un cambio di passo nella gestione dell'aeroporto e della Saga. Finora il Centrodestra non ha dato segni di discontinuità rispetto al passato».
In conclusione la Saga e la Regione che posizione prendono?
Come giustificheranno questo fallimento inconfutabile di fronte ai numeri?
E soprattutto come l'attuale governo regionale spiegherà questa enorme spesa agli abruzzesi?
Pare che qualcuno abbia già la risposta pronta: Preturo, il nuovo aeroporto dell'Aquila voluto da Berlusconi dove sono già tutti pronti a replicare il modello Saga.

Alessandro Biancardi
Sebastiano Calella

31/07/2009 10.42

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=21979]LA PRIMA PARTE DELL'INCHIESTA: I NUMERI[/url]