Soldi da camionisti per evitare multe, la polizia arresta 6 poliziotti

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sei agenti in servizio alla polizia stradale di Pescara nord sono finiti agli arresti domiciliari con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla concussione. Degli arrestati la questura non ha fornito le generalità. Un settimo poliziotto e' solo indagato.

Appena due indagati nel mese di maggio, poi l'inchiesta si è allargata a macchia d'olio e altri cinque sono finiti nei guai.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del tribunale di Pescara Luca De Ninis su richiesta del pm Giuseppe Bellelli.
Le indagini, che sono state eseguite dalla squadra mobile di Pescara, sono partite a seguito di un esposto di un camionista francese, “vittima” del comportamento degli agenti che però ha deciso di denunciare.
Secondo quante emerso gli agenti della Polstrada avevano deciso di “arrotondare” lo stipendio con una trovata che poteva essere assai remunerativa.
Si è scoperto, infatti, che i poliziotti fermavano i camionisti stranieri, contestavano delle violazioni che a volte erano reali altre volte no, e poi contrattavano il pagamento di una tangente il cui importo variava da 20 a 100 euro.
Se si pagava la somma la multa veniva annullata. C'era chi accettava e chi, come il camionista francese, ha capito che forse era meglio denunciare.
In un giorno, secondo le stime degli inquirenti, gli agenti della Polstrada riuscivano a guadagnare tra i 200 o 300 euro.
I fatti sono riferiti al mese di maggio 2009 e subito dopo la prima denuncia la squadra mobile di Pescara ha avviato un monitoraggio costante.
Gli investigatori hanno messo delle microspie su due autovetture della polizia stradale, controllando così i poliziotti in questione.
Oltre alle intercettazioni ambientali ci sono anche le dichiarazioni di diversi camionisti che sono stati raggiunti da una pattuglia della squadra mobile dopo che erano stati fermati dalla stradale e hanno confermato i fatti.
Effettivamente anche a loro era stata chiesta una cifra non proprio irrisoria per chiudere un occhio.
Un dirigente della polizia stradale ha riscontrato delle anomalie di servizio facendo notare ai poliziotti che non avevano fatto nessuna multa.
Stando alle indagini i poliziotti indagati nel mese di maggio si sono dedicati solo a questa attività illegale.
I poliziotti arrestati sono un assistente, un vice sovrintendente e quattro assistenti capo.
Gli agenti sono di Francavilla al Mare, Moscufo, Pineto, Città Sant'Angelo, Pescara, Chieti e Collecorvino. Inizialmente gli indagati erano solo duee risultano sospesi dal servizio.
I sei devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere aggravata finalizzata alla concussione ed al rifiuto di atti d'ufficio.
All'esecuzione delle misure cautelari ha partecipato anche il personale del Compartimento Polizia Stradale dell'Aquila.

30/07/2009 13.38