Visti per 10 mila euro. In manette gli ultimi 3 ricercati

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Sono state arrestate altre 3 persone nell’operazione scoppiata ieri e condotta dalla squadra mobile di Teramo Ancona, Macerata, Chieti e del Reparto Prevenzione Crimine di Pescara sull’immigrazione clandestina e la vendita di permessi di soggiorno.

Nella tarda mattinata di ieri si è costituita Benedetta Parise, 21 anni di Cologna Veneta (VR), considerata una dei datori di lavoro compiacenti che si prestavano alle attività illecite al fine di profitto personale.
Nel primo pomeriggio di ieri, invece, è stato rintracciato a Macerata Arshad Ikram, pakistano di 38 anni residente a Mogliano (MC) il quale è da considerare il principale organizzatore del reperimento di connazionali pakistani.
Secondo gli inquirenti l'uomo costituisce il punto focale per tutti gli indagati nell'operazione “Money For Visa” perché teneva personalmente i contatti con alcuni datori di lavoro e con il consulente del lavoro Avigdor.
Anche il terzo ricercato, Rino Scarponi, 58 anni di Loreto si è costituito ieri . Lui, secondo gli inquirenti, era uno dei soci della Costruzioni Navali srl, società che nascondeva le attività illecite.
E' stata così definitivamente smantellata l'organizzazione che trafficava in visti per lavoro stagionale, riscuotendo da 6 a 10.000 euro per ciascuno di essi da cittadini extracomunitari, soprattutto pachistani e bengalesi.
Tra gli arrestati figurano i faccendieri di varie nazionalità, deputati al reclutamento di extracomunitari bisognosi dei visti per l'ingresso in Italia, un consulente del lavoro del Teramano che organizzava le pratiche a 5 imprenditori compiacenti che fingevano le assunzioni degli immigrati ai fini del rilascio dei permessi di soggiorno.
L'indagine era stata avviata lo scorso mese di ottobre, con la denuncia di un cittadino tunisino che dopo aver sborsato 10.000 euro per "comprare" un visto di ingresso in Italia, una volta nel nostro Paese era stato messo alla porta dall'azienda in cui gli era stato detto che avrebbe trovato lavoro.
i è rivolto alla polizia, a differenza di tanti altri che, senza un permesso di soggiorno valido, si sono dati alla strada o in altri casi trasferiti in altri Paesi dell'area Schengen.
La squadra mobile teramana è così riuscita a individuare almeno un centinaio di richieste di visto presentate nei centri unici di prenotazione delle prefetture di Teramo, Ancona, Macerata, Chieti o delle Province di Ascoli Piceno e Pesaro - molte delle quali respinte all'origine - che facevano registrare le stesse modalità di raggiro.
L'organizzazione studiava i flussi migratori stabiliti ogni anno e poi indirizzava le pratiche nei canali più disponibili, si trattasse indifferentemente di lavoro stagionale, subordinato o autonomo. Di fatto gli extracomunitari pagavano somme salate per ritrovarsi clandestini poco dopo l'arrivo in Italia. a Sant'Egidio alla Vibrata.

30/07/2009 13.37