Cordoma annuncia rimpasto, Cantagallo torna a parlare, gli indagati a lavorare

Alessandro Biancardi

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Cordoma annuncia rimpasto, Cantagallo torna a parlare, gli indagati a lavorare
MONTESILVANO. E’ prevista per oggi una riunione della coalizione di centrodestra: il sindaco Cordoma ha annunciato il super rimpastone.


Super perché da quanto emerge rimarrebbe ben poco dell'attuale giunta.
E' la seconda volta, ormai a metà del mandato, che il primo cittadino mette mano alla sua squadra.
La volta scorsa (era gennaio 2008) aveva annunciato che sarebbe stata la coalizione giusta per lavorare in modo spedito fino a fine mandato.
Questa volta pare che il cambio in corsa sia dovuto alla stanchezza di alcuni assessori che avrebbero scoperto di avere attitudini diverse rispetto alle deleghe ricevute. Ma si sa dietro un rimpasto ci sono equilibri e ragioni che non si rivelano facilmente.
Scettico Vittorio Gervasi, ex assessore vittima del primo rimpasto: «il sindaco Cordoma propinerà ai cittadini un nuovo piatto, a suo dire, a base di vecchi e nuovi ingredienti opportunamente rimescolati. Abbiamo tanto la percezione», continua Gervasi, «che la minestra sia sempre la stessa e cioè una minestra riscaldata frutto di alchimie politico partitiche più che di veri programmi e chiare idee di governo della città. Ci basta far rilevare che in 24 mesi di governo Cordoma nemmeno l'obiettivo di una seria raccolta differenziata è stato centrato, piuttosto, anche lì, si sono alternate le nomine. Basta con le dichiarazioni, gli annunci ed il valzer delle nomine – conclude Gervasi - ora servono le risposte ai tanti problemi della città».
Intanto il vecchio sindaco, Enzo Cantagallo, è tornato in tv a parlare (senza toccare l'argomento dell'inchiesta che lo vede coinvolto) ed ha ribadito, come fa in ogni occasione, che è sicuro di poter dimostrare la sua innocenza e la estraneità ai fatti contestati.
Critiche sono state mosse anche al suo successore, Cordoma, al quale ha ricordato di essere stato scelto dai cittadini per avere risposte. «Quelle risposte non sono mai arrivate», ha sentenziato Cantagallo.
Intanto il processo che coinvolge l'ex primo cittadino e altri ex amministratori stenta a decollare.
A causa di ripetuti errori di notifica non si è riusciti nemmeno ad approdare al rinvio a giudizio.
Così il Ciclone rimane congelato e già dimenticato mentre hanno fatto ritorno in Comune, però, lunedì mattina, due degli indagati eccellenti dell'inchiesta Ciclone: l'architetto Rolando Canale ed il geometra Alfonso Di Cola.
Il geometra Di Cola è rimasto sempre nell'ambito dei lavori pubblici allo sportello Suap, l'architetto Canale invece al settore dell'abusivismo e protezione civile.
E proprio nel settore abusivismo per mesi il sindaco Cordoma ha dovuto fronteggiare beghe giudiziarie e discussioni con il dirigente Di Donato collezionando un rinvio a giudizio per una storia che il processo dovrà chiarire.
Si sono perse invece le tracce dell'inchiesta che coinvolse il primo cittadino poco dopo la sua elezione che ruotava intorno a selezioni concorsuali ritenute dalla Procura di Pescara pilotate.
Le indagini sono terminate molti mesi fa ma non si ha notizia della chiusura delle indagini.
Rimangono in piedi anche molte altre inchieste che riguardano sempre il settore edilizio ed il mattone e che potrebbero avere nuovi sviluppi nei prossimi mesi. E non è una novità o un segreto: quello che si è scoperto con l'indagine Ciclone è solo una piccolissima parte.

29/07/2009 13.51