Wwf e cittadini di Chieti Scalo pretendono più sicurezza

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2466

Wwf e cittadini di Chieti Scalo pretendono più sicurezza
CHIETI. Il Wwf e Abruzzo Social Forum, insieme ai cittadini riuniti in assemblea, chiedono maggiore sicurezza, controlli e un adeguato piano di emergenza per le situazioni a rischio in Val Pescara.


Erano presenti molti i cittadini alla assemblea pubblica organizzata da Wwf e Abruzzo Social Forum per fare il punto sulla situazione dopo l'ennesimo incendio, il terzo in un anno, che ha dimostrato come le istituzioni non abbiano ancora predisposto e attivato un Piano di Emergenza adeguato alla necessità di tutelare i cittadini (come hanno in molti Comuni del Nord Italia).
Un piano che possa soprattutto prevenire certi incidenti dalle enorme ricadute pubbliche e sociali. Insomma l'incendio, doloso o meno di una ditta, non è purtroppo un fatto che interessa solo i proprietari…
Tra gli altri erano presenti, unici rappresentanti delle istituzioni, l'assessore comunale all'ambiente Bassam El Zohbi e il consigliere comunale di opposizione Raffaele Di Felice.
Molti hanno partecipato al dibattito ribadendo in sostanza una duplice necessità: da una parte, è necessario predisporre strumenti efficaci per far fronte a eventuali situazioni a rischio, è stato detto, dall'altra, occorre monitorare e sottoporre ad adeguati controlli i numerosi siti per il trattamento dei rifiuti presenti nel territorio comunale (17 in totale, di cui 14 privati, 13 dei quali attualmente in attività), per prevenire ogni possibile problema.
«L'attuale risposta alle emergenze è inadeguata», hanno ribadito gli esponenti delle associazioni, «basti pensare che per verificare la presenza delle eventuali diossine sono stati effettuati soltanto 4 campionamenti e che la Asl ha effettuato i suoi prelievi prima che fossero individuate in maniera scientifica le aree di ricaduta».
È emerso anche un disagio generalizzato, che riguarda tutti le frazioni periferiche di Chieti (da Brecciarola a San Martino), circa una qualità della vita decisamente inadeguata, non soltanto là dove si convive con discariche e impianti industriali, ma nell'intera area, assediata dal traffico e da sempre trascurata dalle amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni.
Nel corso dell'assemblea è stata inoltre esposta la nota del Wwf Abruzzo inviata il 23 luglio a tutti gli Enti, in cui si richiede con carattere d'urgenza una serie di prescrizioni.
Nella lettera il Wwf chiede che «siano comunicate al più presto, sulla base del Decreto 195/2005, le esatte concentrazioni di diossine, PCB, IPA e di altri potenziali inquinanti raggiunti nell'aria nelle varie località interessate dalla nube; che siano effettuate analisi sul sangue/urine su campioni di lavoratori (ad esempio, tecnici ARTA e Vigili del Fuoco) e di cittadini per capire l'esposizione ai diversi inquinanti (diossine; PCB; benzene ecc.), attraverso un piano di monitoraggio che tenga conto del differente grado di esposizione alle ricadute (campionando cittadini a diversa distanza ecc.); che si provveda ad una verifica sui flussi di persone ai Pronto Soccorso degli ospedali di Chieti, Pescara e Ortona prima durante e dopo l'evento, visto che molte delle sostanze riscontrate possono comportare problemi di carattere cardiovascolare e/o respiratorio».
Il Wwf ha chiesto inoltre che si proceda all'individuazione delle aree di ricaduta non solo attraverso modelli matematici, comunque utili, ma anche attraverso l'uso delle foto satellitari disponibili durante l'evento (l'Associazione ha messo in contatto l'Arta con enti esperti in tal senso).
Anche il terreno dovrebbe essere analizzato per cercare tutti gli inquinanti.
Infine i cittadini hanno chiesto l'ennesima verifica delle autorizzazioni in possesso della Seab e degli altri impianti presenti a Chieti Scalo, attivando eventualmente anche procedure di revoca per via amministrativa in caso di inadempienze.
28/07/2009 17.12