Incendio Seab, Arta: «nessun rischio per l’uso dell’acqua»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ad una settimana dall’incendio della Seab continuano gli accertamenti e i controlli da parte dell’Arta.

Le zone a maggiore concentrazione di ricaduta dei fumi sprigionati dall'incendio avvenuto all'interno della ditta di smaltimento di rifiuti di Chieti Scalo sono il perimetro della fabbrica stessa, il territorio di Chieti Scalo fino a Brecciarola e gli anelli esterni degli abitati di Cepagatti e Villanova.
E' quanto emerge dallo studio commissionato dall'Arta Abruzzo al Cetemps (Centro di Eccellenza Tecniche di Telerilevamento e Modellistica Numerica per la Previsione di Eventi Meteo Severi) dell'università di L'Aquila, diretto dal professor Guido Visconti.
L'analisi serve per stimare con simulazioni basate su modelli matematici la localizzazione ed estensione delle aree colpite dalla ricaduta dei fumi prodotti dalla combustione.
Sulla base dello studio, l'Arta sta già provvedendo ai campionamenti del suolo delle località a più alta probabilità di ricaduta dei fumi e si avvale del supporto dell'università di Siena per la ricerca delle diossine.
Dalle analisi eseguite dal Dipartimento provinciale di Chieti sulle acque sotterranee risulta che l'unica contaminazione interessa il pozzo presente all'interno dello stabilimento Seab.
«Pertanto», dicono dall'agenzia, «non è necessario vietare l'uso delle acque sotterranee laddove non sia stato già precedentemente disposto per altre ragioni».
I risultati degli esami di laboratorio sono stati trasmessi alle Asl di Chieti e Pescara.
Appena sarà noto l'esito dei prelievi sul suolo, si deciderà se estendere lo screening analitico anche alle zone con minore probabilità di ricaduta delle sostanze inquinanti.
E nei giorni scorsi non sono mancati attacchi da parte del Wwf e dal sindaco Ricci sull'inadeguatezza dei sistemi di rilevamento dell'Arta. Oggi a replicare ci pensa il commissario Carlo Visca: «l'Arta Abruzzo ha effettuato le prime analisi in tempi record per consentire alle Asl e ai Comuni di adottare con tempestività eventuali provvedimenti a tutela della salute pubblica».
L'Agenzia ha dunque «risposto all'emergenza con abnegazione e spirito istituzionale, senza porsi problemi di reperibilità contrattuale».
Il commissario ha espresso un sentito grazie al Dipartimento provinciale di Chieti «per la professionalità e disponibilità dimostrata».

27/07/2009 15.29