Giulianova, il teatro Ariston sarà abbattuto. Liste civiche in rivolta

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. Lo storico cine-teatro Ariston, da più di trent’anni al centro della vita culturale della cittadina rivierasca, verrà abbattuto. La gestione, ormai diventata antieconomica, ha imposto la chiusura.


«La città perde un edificio culturale di grande capienza – denunciano l'associazione “Il cittadino governante” e la lista civica “Il cittadino governante per cambiare” – usato per il cinema, teatro e spettacoli dal vivo, e già c'è il primo grave danno, l'interruzione della stagione teatrale, organizzata ogni anno da più di trent'anni».
La lista civica, denunciando una identità cittadina «di nuovo seriamente offesa», non vuole che i giuliesi si abituino «al brutto», e si chiede come sia possibile l'indifferenza delle istituzioni.
«È possibile che la passata amministrazione ed, in continuità, anche l'attuale, non comprendano che una città viene impoverita quando i sui cittadini perdono la possibilità di godere di beni immateriali come la vista di un bel paesaggio, l'uso di spazi verdi, la fruizione di eventi culturali?».
«È possibile – continua la lista civica – che non capiscano che la qualità della vita di tutti i cittadini sta peggiorando e che la vivibilità nella nostra città sta scadendo?».
La storia del teatro Ariston richiama alla mente quella del teatro Pomponi di Pescara, rimpiazzato da un parcheggio molti anni fa, e quello che non si fece allora a Pescara non è stato fatto nemmeno a Giulianova, ovvero «di fronte alla diseconomicità per i proprietari sarebbe stato doveroso – spiegano – intavolare una seria trattativa che salvasse questa importante struttura perfettamente agibile, senza equivalenti in città».
La salvezza dell'Artiston è stato uno dei principali obiettivi della lista, che si adoperò già dal primo consiglio comunale della nuova Giunta, parlando però «nel deserto dell'indifferenza».
«Abbiamo solamente ascoltato accampare assurde giustificazioni, come la non presenza di un vincolo nel Prg del 1994. Ci si chiede dunque perché il vincolo non l'abbia messo la Giunta Ruffini – Mastromauro nella variante al Prg adottata un anno prima del progetto dell'abbattimento del cine-teatro?».
Si parlò allora anche di una permuta con la Scuola elementare Acquaviva, e della presunta disponibilità della proprietà del teatro all'accordo, ma fu un nulla di fatto.
«La triste realtà è che i giuliesi tra qualche giorno si sveglieranno e non troveranno più, per sempre, uno dei luoghi identitari più qualificanti per il nostro stare assieme. E sarebbe questo il modo di laorare amministrativamente per trasformare la nostra città in un centro di eccellenza?».
s.t. 27/07/2009 10.51