Transcom L'Aquila, azienda conferma sospensione licenziamenti

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Buone notizie per i quasi quattrocento lavoratori della Transcom di L'Aquila.

L'azienda infatti ha optato per la sospensione della decisione di licenziamento dei propri dipendenti assunta nello scorso giugno.
La soddisfazione dei sindacati naturalmente si è unita a quella dei quattrocento dipendenti, ai quali è stato assicurato che per il call center aquilano c'è tutta l'intenzione di considerarlo come il futuro centro di eccellenza e di sviluppo della commessa Tele2 e Vodafone.
La sospensione del licenziamento è un importante passo avanti in ottica futura che conferma, secondo la Uilcom L'Aquila, la volontà di sviluppo per il sito aquilano.
Soltanto quindici giorni fa era saltato l'accordo tra le firme sindacali e la Transcom.
Quest'ultima, infatti, aveva suggerito una decurtazione del 12% degli stipendi, la perdita di premio feriale, aumenti di livello e scatti di anzianità ai 360 impiegati dell'azienda.
Una proposta inaccettabile per i sindacati che avevano abbandonato il tavolo delle trattative ma soprattutto per i quasi quattrocento lavoratori, compatti sin dai primi giorni della vicenda.
Per soli 77 di loro, tra l'altro, nei mesi scorsi la multinazionale danese aveva previsto il trasferimento in altra sede, senza specificare il futuro dei restanti 300 impiegati.
Il 7 settembre prossimo nel frattempo l'appuntamento è a Roma, al ministero dello Sviluppo Economico, per discutere dell'intera situazione Transcom.
Tutto il caso Transcom è partito ad inizio giugno quando la società, malgrado la situazione drammatica attraversata dall'Abruzzo a causa del sisma, ha optato per l'allontanamento di quasi quattrocento lavoratori.
Il licenziamento degli operatori del call center era stato giustificato per «negative condizioni del mercato che impediscono di pagare gli stipendi ai dipendenti», come dichiarato dal direttore generale dell'azienda Roberto Boggio.
La decisione della Transcom ovviamente, oltre alle principali firme di sindacato, mandò su tutte le furie il sindaco di L'Aquila, Massimo Cialente ed il presidente della provincia di L'Aquila, Stefania Pezzopane, che avevano ricevuto rassicurazioni dai dirigenti dell'impresa. A favore della multinazionale si schierò soltanto Confindustria, che definì la decisione «inevitabile da un punto di vista imprenditoriale».
A giugno scorso i lavoratori avevano organizzato un sit-in di protesta davanti l'open space di Confindustria al centro commerciale l'Aquilone di L'Aquila.
Già allora c'era stato un primo confronto tra rappresentanti sindacali e dirigenti della Transcom L'Aquila.
Transcom Worldwide fa parte del gruppo Kinnevik ed ha oltre diecimila dipendenti in tutto il mondo con un fatturato di 369 milioni di euro fatto registrare nel 2004.
In Italia ci sono tre centri, a Lecce, Milano ed appunto L'Aquila. La struttura dell'aquilano, costruita nella periferia ovest della città, è stata inaugurata soltanto il 24 luglio 2000.
27/07/2009 10.49