Royalties turbogas Gissi. Pd«noi abbiamo fallito, ora che ci provi il Pdl»

Alessandro Biancardi

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Royalties turbogas Gissi. Pd«noi abbiamo fallito, ora che ci provi il Pdl»
GISSI. Cambiata l’amministrazione provinciale a Chieti, i vecchi problemi aspettano nuove soluzioni, ed uno di questi è la ripartizione delle royalties e dei fondi di compensazione ambientale che la centrale turbogas di Gissi della Abruzzo energia Spa deve versare a Comuni, Provincia e Regione.



I fondi, il cui ammontare fluttua in base all'effettiva produzione di energia elettrica della centrale, sono stati calcolati per i primi sette anni di esercizio fra 1 e 1,2 mln di euro, come spiega Camillo D'Amico, consigliere provinciale e capogruppo del Pd alla provincia di Chieti.
La ripartizione di questi fondi fu decisa in una conferenza di servizio alla Regione nel gennaio 2004, e si stabilì che il 40% delle royalties spettino al Comune di Gissi, che ospita l'impianto, un altro 40% ai comuni limitrofi e confinanti, 10% alla regione Abruzzo ed il rimanente 10% alla Provincia di Chieti.
In aggiunta a questi fondi, la proprietà della centrale elettrica dovrà versare direttamente altre risorse alla Regione per la compensazione ambientale.
«Con il centrosinistra alla Regione – racconta D'Amico – noi cercammo di vincolare parte delle somme ottenute per sistemare in maniera certa e definitva le arterie stradali da e per l'area industriale della valsinello, che però per l'insano egoismo dei sindaci di Furci, in seguito rientrato nei ranghi della ragione, ed in particolare di Gissi, non potemmo chiudere positivamente l'accordo di programma. Oggi costoro, con una bella faccia tosta, tornano ad “ululare” che non abbiamo coltivato gli interessi del territorio».
L'accordo avrebbe previsto di usare tutti i fondi delle royalties spettanti a Provincia e Regione, e parte di quelle relative alla compensazione ambientale a cui in caso di necessità si sarebbero anche aggiunti fondi proprio di Provincia e regione per poter fare un piano messa in sicurezza delle arterie dell'area industriale della valsinello di Gissi.
L'incontro, avvenuto nel marzo 2008 fra l'allora assessore all'ambiente della Regione Franco Caramanico, l'ingegner Carlo Cristini, dirigente del settore viabilità della provincia e Camillo D'Amico, saltò per «uno strumentale quanto insignificante rifiuto del sindaco del Comune ospitante l'impianto», come ricorda lo stesso D'Amico.
«Lo stesso, ancora oggi lamenta uno stato complessivo disagevole delle strade, e nonostante costosi interventi realizzati dalla nostra amministrazione, questi non sono ancora sufficienti per una percorribilità completamente sicura, necessitando ancora notevoli risorse finanziare».
Un nuovo tentativo ci fu nel febbraio 2009, quando a L'Aquila alla presenza del presidente Chiodi ci fu una nuova riunione, ma senza nessun esito anche perché, «contrariamente a quanto fece il centrosinistra», sottolinea D'Amico, la Provincia di Chieti colpevolmente non fu invitata.
In una lettera al nuovo presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, D'Amico invita il presidente a «riprendere con solerzia il cammino, dove noi non siamo riusciti, vincendo gli egoismi strumentali e di parte ritentando la strada di un accordo condviso per mettere in sicurezza quelle importanti strade che gli “ululati alla luna” di qualcuno ci hanno impedito di fare».
«Noi – continua D'Amico – ci abbiamo provato con convinzione e determinazione, ma non ce l'abbiamo fatta perché la condivisione e la partecipazione attiva dei territori era ed è una missione concretizzata in un metodo di governo che ha prodotto tanto ma che ha lasciato anche tante incompiute. Mi auguro che lei riesca, ma abbia l'onestà intellettuale di riconoscere di ritrovarsi a gestire un patrimonio di idee, progetti e prospettive sul quale Lei deve solo investire».
s.t. 25/07/2009 10.41

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