Strano furto in Comune a Pescara: mancano chiavi e faldoni

Alessandro Biancardi

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Strano furto in Comune a Pescara: mancano chiavi e faldoni
PESCARA. Uno strano furto avvenuto la notte scorsa ha creato scompiglio questa mattina in Comune. Qualcuno ha sfondato la porta dell’ufficio Patrimonio per prendere delle chiavi, entrare in altri uffici e sottrarre probabilmente dei documenti.
Alle 8 sono intervenuti gli agenti della scientifica e la squadra mobile di Pescara.
Bocche cucite in Comune. Non sono state ancora promulgate notizie ufficiali sulla dinamica e su cosa i ladri abbiano portato via da Palazzo di Città.
Ma se si incastrano le voci di corridoio degli uscieri, le mezze frasi degli impiegati e i silenzi dei soliti «non autorizzati a parlare» esce fuori un puzzle più o meno chiaro.
Certo, manca ancora qualche pezzo perché «la polizia sta ancora indagando».
Ad avere chiaro il da farsi invece sono stati i “ladri” (o il ladro, ipotesi meno accreditata) che, secondo una prima dinamica fornita, sarebbero andati a colpo sicuro sfondando la parte bassa della porta di legno dell'ufficio Patrimonio (al piano terra) per prendere delle chiavi.
Le chiavi aprivano delle stanze al primo piano dove si trovano gli uffici del Gabinetto del sindaco e del segretario del Gabinetto.
Ma è difficile stabilire con precisione in quali uffici volessero entrare in quanto in questi giorni in Comune c'è un gran trambusto per i tanti traslochi in atto per l'arrivo dei nuovi assessori.
Ci sono, per questo motivo, carte e faldoni incustoditi- probabilmente non bollenti- in ogni angolo. Cosa sarà stato portato via e da dove? E' difficile dirlo al momento e probabilmente solo dopo una attenta ricognizione, forse, si riuscirà a capire cosa manca all'appello.
Quello che è certo, confermato dall'ufficio stampa del Comune, è che non sono stati rubati computer o quadri di valore.
Che i ladri cercassero solo carte e documenti? E per farci cosa?
Ma soprattutto, come hanno fatto ad entrare in Comune?
Pare che non ci siano state effrazioni alle grandi porte d'accesso a Palazzo di Città.
Quindi qualcuno ha avanzato l'ipotesi che i ladri si siano introdotti in Comune già da ieri sera per poi riuscire indisturbati al mattino, al momento dell'apertura.
Ieri, essendo giovedì, il Comune è rimasto aperto fino alle 17.30.
Qualcuno avrà controllato che non ci fosse nessuno in quel labirinto di corridoi e stanzette? La dinamica resta ancora un'incognita avvolta dal mistero.
In tarda mattinata tre poliziotti in borghese sono ritornati in Comune per delle indagini, ma non hanno potuto rivelare i particolari.
Gli impiegati comunali tendono a sminuire l'accaduto («cosa vuole che rubino qui, non c'è niente di valore») e sembra che nessuno sia interessato a saperne di più.
«Io non c'ero e non mi sono interessato», hanno risposto all'unisono alcuni dirigenti dell'economato e del settore patrimonio (quello dove è stata sfondata la porta).
Per il momento si è provveduto a coprire il buco sulla porta con un vecchio manifesto elettorale e a cercare di lavorare come negli altri giorni. Ma il via vai incessante di personale nei corridoi fa pensare ad una giornata tutt'altro che normale. Probabilmente più tardi si aggiungeranno particolari e la versione ufficiale del Comune e della Squadra mobile di Pescara.

IL COMUNE: «HANNO SFONDATO UNA PORTA APERTA:RAID VANDALICO»

L'ufficio stampa del Comune, in una nota, ha descritto così quanto accaduto la scorsa notte: «sono probabilmente penetrati all'interno del Comune di Pescara attraverso una finestra lasciata inavvertitamente aperta al piano semirialzato di Palazzo di città gli ignoti che, la notte scorsa, hanno rovistato in alcune stanze del primo e secondo piano portando via alcuni oggetti di uso comune». «Ad accorgersi e a denunciare il raid vandalico», si legge nel comunicato, «è stato uno dei funzionari dell'Ufficio Gestione Alloggi settore Patrimonio e Controllo di Gestione che stamane, intorno alle 7.40, arrivando nelle proprie stanze, al piano semirialzato del Comune, sede centrale, ha notato la porta di accesso vistosamente danneggiata, con un pezzo completamente sfondato. La stessa porta, come le altre site all'interno, era aperta».
L'ipotesi del Comune è quindi quella del vandalismo. Gli ignoti avrebbero quindi sfondato “una porta aperta” per poi «rovistare in alcune cassettiere prelevando un mazzo di chiavi degli uffici Controllo di Gestione; negli stessi uffici, come hanno verificato i dipendenti, non è stato rubato alcunchè. Il raid sarebbe poi proseguito al primo piano dove gli autori del gesto hanno prelevato dal cassetto dell'usciere, addetto alla segreteria del sindaco, il mazzo di chiavi relative agli uffici del Settore Gabinetto del Sindaco».
Sul posto si sono subito recati per le indagini del caso gli agenti della Questura di Pescara, della Polizia Scientifica e dei Carabinieri.
Sono solo due gli oggetti rubati: un telefonino del neo City Manager, Stefano Ilari, e un registratore digitale al gruppo consigliare di Rifondazione Comunista.
La Scientifica sta ancora verificando se siano stati sottratti dei documenti.
«Gli ignoti si sarebbero recati nell'ufficio- si legge nel comunicato- del nuovo Direttore generale, Stefano Ilari, che stamane al proprio arrivo ha trovato gli sportelli di un armadio aperti (…) dove evidentemente gli ignoti hanno rovistato, lasciando a terra alcuni documenti».
Non sono state nel mirino degli ignoti le stanze del primo cittadino e della sua segreteria, che non presentano segni di effrazione.
Il mazzo di chiavi sarebbe stato abbandonato dinanzi alla sede del gruppo consiliare del Popolo della Libertà, al secondo piano.
A questo punto il mistero si infittisce.
I particolari aggiunti dal Comune evidenziano il fatto che gli ignoti conoscevano bene la posizione delle chiavi (hanno preso due mazzi in due posti diversi) e quali stanze aprivano.
Provare in poche ore tutte le toppe delle infinite stanze del Comune sarebbe stata un'impresa a dir poco ardua.
Ma molti dubbi rimangono, anche alla luce della versione del Comune.
Perché sfondare una porta aperta? E perché prendere delle chiavi per mettere semplicemente in disordine?
Perché scegliere il Comune- luogo insolito e sotto i riflettori- per rubare un cellulare ed un registratore digitale?
Cosa c'era qualcosa di più in quella stanza occupata da sole 24 ore dal nuovo City Manager?
Le risposte dovranno venire fuori dagli inquirenti.


Manuela Rosa 24/07/2009 16.53