La traviata di Verdi, «il Comune si è appropriato del nostro evento»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il prossimo 11 agosto presso il teatro “D’Annunzio” verrà rappresentata l’opera lirica “La traviata” di Verdi.



L'evento, sponsorizzato sui quotidiani locali e sui volantini dei Giochi del mediterraneo, dovrebbe essere finanziato dal Comune e l'ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
Offre il Comune, insomma. Il problema è che le cose però non stanno esattamente così.
A smentire Palazzo di città è Emilia De Cesaris, presidente dell'Accademia d'arte lirica Pqi, che ci tiene a sottolineare che l'opera lirica «non è finanziata in alcun modo dal Comune di Pescara, anzi la produzione dell'opera è dell'Accademia d'arte lirica Pqi al 70% e dell'Ente manifestazioni pescaresi al 30%».
Come testimonianza la De Cesaris porta la domanda per un contributo inoltrata ad ottobre 2008 al Ministero per i beni e le attività culturali, all'allora sindaco di Pescara D'Alfonso ed agli assessori di competenza.
Tale istanza è stata peraltro rinnovata nel 2009, all'attenzione del vicesindaco D'Angelo, tuttavia il Comune non ha mai ritenuto di predisporre alcun contributo all'ente, ma anzi «si è però appropriato della paternità dell'evento, addirittura annunciando l'ingresso gratuito».
«Purtroppo – prosegue Emilia De Cesaris – allo stato l'incasso è un apporto irrinunciabile, soprattutto a causa del mancato contributo del Comune. E' pur vero che, in periodo di votazioni, certe iniziative hanno sicuramente un favorevole riscontro, ma è altrettanto vero che ognuno debba provvedere alla propria campagna elettorale con le sue casse».
L'Ente manifestazioni, i professionisti del settore ed anche l'Accademia Pqi, proseguono con una promessa al pubblico, «che ci segue sempre più numeroso con grande interesse e competenza», ripromettendosi a partire da quest'anno, di giungere anche per la lirica, a produzioni di alto livello artistico e di alta professionalità, «anche perché – conclude la De Cesaris – non è più possibile ipotizzare, e sarebbe anacronistico, che Pescara rimanga l'unico ed ultimo capoluogo che per la produzione lirica si avvalesse ancora di piccole imprese liriche di giro».
s.t. 24/07/2009 11.28