Piscina il gestore furioso:«non pago il canone perché non previsto dalla gara»

Alessandro Biancardi

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Piscina il gestore furioso:«non pago il canone perché non previsto dalla gara»
FRANCAVILLA. Luciano Di Renzo, gestore della piscina comunale di Francavilla al mare, non ha gradito l'articolo di pochi giorni fa dove si sollevava la questione, appresa in Comune, del mancato pagamento di ogni tipo di onere alla casse comunali in cambio della gestione dell'impianto.
Per un difetto visivo molto comune, anche questa volta il “colpevole” della notizia - con tanto di solita minaccia di querela - è chi la racconta (dopo averla opportunamente verificata, come si evince dall'articolo) come se il problema fosse solo quello di non far sapere.
«Rappresento la società che gestisce la piscina Comunale di Francavilla al Mare», si qualifica Di Renzo, «colpita duramente nell'immagine, faticosamente costruita negli anni, da un vostro articolo. E' doveroso intervenire e contraddire nella sostanza ciò che si legge, poiché l'articolo riferisce che la società da me rappresentata non pagherebbe da anni un canone di 150 milioni delle vecchie lire nelle casse del Comune come da contratto. Tale assunto non corrisponde assolutamente al vero ed è una dichiarazione fortemente falsa e lesiva della società che rappresento».
«La società», dice Di Renzo, «ha partecipato ad una gara di appalto, in virtù del bando di gara pubblico dove non era previsto alcun canone. Il bando prevedeva la gestione attraverso l'attivazione di servizi di carattere sociale e sportivo. Tali impegni sono stati regolarmente e scrupolosamente mantenuti portando la società ed il Comune di Francavilla al mare ad essere apprezzati come modello organizzativo non solo in regione, ma addirittura in ambito nazionale. In relazione a questi principi il bando prevedeva di gestire imprenditorialmente la piscina».
Prima di poter utilizzare l'impianto Di Renzo racconta di aver reso agibile la struttura in grave degrado e non utilizzata da circa 20 anni sostenendone tutti i relativi costi.
Durante gli anni sono stati effettuati «ingentissimi investimenti in strutture e modernissime attrezzature» che consentono secondo il gestore «l'eccellente svolgimento di tutte le attività offerte all'interno dell'impianto».
«Tutti gli investimenti sono stati sostenuti a totale carico della società di gestione. Questa è la situazione oggettiva», precisa Di Renzo tutto il resto, ha voluto aggiungere «sono frutto di ignoranza, nel senso di una non conoscenza e di una travisata rappresentazione dei fatti. E' di palmare evidenza il danno all'immagine che subiscono lo scrivente ed i lavoratori che esso rappresenta, la cui sfera è colpita sotto il profilo della professionalità attraverso l'attribuzione di fatti generali e di fatti ben determinati che sono invece privi di fondamento e, soprattutto, non controllati prima della loro esternazione».
E' chiaro come siano due le verità che emergono che non potrebbero essere più lontane e diverse. Opposte.
Nell'articolo contestato tuttavia -che riporta parole, concetti e volontà dell'attuale amministrazione comunale- si parla anche di una convenzione che chi gestisce la piscina avrebbe dovuto sottoscrivere per regolare obblighi e prestazioni e che a tutt'oggi non c'è precisando anche «non per colpa del gestore».
«Il mio obbligo è solo quello di fornire servizi al Comune, cosa che facciamo – dice Di Renzo - In più ho fatto lavori ed investimenti: questo è il mio canone».
Domanda: i servizi, i lavori, gli investimenti sono stati autorizzati e rendicontati al Comune?

s.c. 24/07/2009 10.40

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=21800]L'ARTICOLO CONTESTATO[/url]