La piscina è comunale ma il guadagno è tutto privato

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Una bolletta d'acqua di oltre 2000 euro ha messo in crisi il Comune di Francavilla al mare.



FRANCAVILLA. Una bolletta d'acqua di oltre 2000 euro ha messo in crisi il Comune di Francavilla al mare.


«Ma come – si è chiesto Paolo Galasso, consigliere delegato alle Finanze – Non solo la piscina non paga l'affitto al Comune, ora dobbiamo pagare anche le sue utenze?».
La piscina non paga l'affitto?
Cioè l'impianto che è comunale viene sfruttato da un privato che incassa tutto e non versa niente al Comune?
Dunque, l'episodio della bolletta è il classico caso del “diavolo che ci mette la coda”, perché il pagamento dell'acqua ha fatto scoprire ai più lo strano trattamento di favore di cui usufruisce il gestore della piscina.
In pratica l'amministrazione Di Quinzio si è ritrovata una pratica così concepita: la precedente amministrazione comunale quattro anni fa ha dato in concessione l'impianto ad un privato, il quale si era impegnato, attraverso un contratto ed una successiva convenzione, a pagare 150 milioni delle vecchie lire al Comune.
Ma di questi soldi e di questa convenzione nelle carte comunali non c'è traccia.
In pratica chi entra per una nuotata nell'impianto pubblico, anche se gestito dal privato, paga il biglietto di ingresso, ma il gestore non versa nulla alle casse comunali: nè affitto, né compartecipazione agli utili, né canoni di nessun tipo.
A suo carico solo le utenze, salvo questa bolletta che è arrivata recentemente.
Possibile?
Lo confermano sia il sindaco in carica che il nuovo segretario comunale, i quali assicurano che stanno già lavorando da tempo per risolvere quest'altra «stranezza» ereditata dalla Giunta Angelucci.
In realtà, pur potendo essere facile attribuire tutte le colpe all'ex primo cittadino, non è corretto ignorare che di quella giunta facevano parte ed avevano responsabilità dirette assessori che ora siedono sui banchi dell'opposizione e che mai in Consiglio comunale hanno sollevato questi problemi che pure conoscono direttamente.
Abbiamo cercato di scoprire perché e come è possibile che un impianto pubblico sia usato da un privato senza che questo paghi l'affitto.
Al di là delle rassicurazioni del direttore generale che sta provvedendo a richiedere i canoni passati, sembrerebbe che la Convenzione non sia stata firmata non per responsabilità del privato gestore, ma per il rifiuto del funzionario – probabilmente motivato – a sottoscrivere a sua volta il documento e a dare il via libera alla convenzione.
E negli anni nessuno, né l'assessore competente, né il direttore finanziario del Comune, né altri hanno mai controllato se la piscina pagava l'affitto.
Connivenze, parentele, favori e assunzioni di favore nella piscina potrebbero aver favorito questo clima di “lasciar fare” che è stato interrotto dal cambio di amministrazione?
E' quello che un'inchiesta in corso sta cercando di scoprire.

Sebastiano Calella 21/07/2009 14.29