Ancora un incendio alla Seab, forse doloso. Vigili del fuoco al lavoro

Alessandro Biancardi

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Ancora un incendio alla Seab, forse doloso. Vigili del fuoco al lavoro
CHIETI. L'allarme ai Vigili del Fuoco è scattato sabato sera alle 22.49. Dopo dodici ore ancora al lavoro squadre di soccorso della provincia di Chieti, Pescara e Teramo.


Erano da poco passate le 22 a Chieti Scalo quando è divampato l'incendio all'interno della ditta Seab che si occupa di smaltimento di rifiuti di risulta e si trova in via Penne, nella Zona Industriale.
Lo stabilimento occupa una superficie complessiva di 31.190 metri quadri.
La prima telefonata è arrivata ai vigili del fuoco di Chieti alle 22.49. Subito sono arrivate sul posto le squadre della provincia di Chieti, Pescara e Teramo.
Apprensione in città dove era ben visibile l'alto muro di fuoco e fiamme.



Al momento è ancora in azione l'elicottero dei vigili del fuoco che continua a buttare acqua per domare le fiamme.
A cinquanta metri di distanza dal focolaio sono al lavoro con ruspe meccaniche anche alcuni uomini che stanno tentando di spostare i rifiuti non coinvolti dall'incendio.
Tutti lavoro con mascherine sulla bocca anche perchè l'odore che si avverte è acre e persistente.





(foto scattata dal nostro lettore Roberto Zuppini intorno all'1 di sabato )


 


I vigili urbani hanno chiuso la zona circostante alla ditta.
Il problema dei vigili del fuoco è ora quello dell'approvvigionamento dell'acqua. A dieci metri di distanza c'è una fontana pubblica dalla quale si sta cercando di attingere direttamente acqua.
E stamattina anche Pescara si è svegliata sotto una coltre di nebbia densa e maleodorante.
Il vento di terra ha spinto la nuvola di fumo sulla costa.
La paura è quella della diossina e tecnici dell'Arta dovranno valutare con dei campionamenti dell'aria se tutti rientri nei parametri della normalità.
Chieti è completamente invasa di fumo e l'aria è diventata irrespirabile
E' mistero ancora sulle cause dell'incendio anche se la pista dolosa sembra al momento la più accreditata.




I FRATELLI BELLIA RESPONSABILI DELLA DITTA

Responsabili della Seab i fratelli Walter e Angelo Fabrizio Bellia arrestati nel novembre del 2008 nell'ambito di una inchiesta della Procura di Chieti denominata “[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=18244]Operazione 4 mani[/url]” proprio per indicare l'abilità con cui in Abruzzo apparivano rifiuti normali e dalla Campania sparivano rifiuti pericolosi e nocivi.
Il meccanismo truffaldino consisteva nell'acquisire rifiuti pericolosi, in particolare dalla Sicilia e dal Petrolchimico di Gela, oltre che dalla provincia di Siracusa, nell'impianto Seab di Chieti scalo regolarmente autorizzato.
Qui i rifiuti dovevano essere trattati per renderli inerti e poi smaltirli regolarmente.
Il che non avveniva: i rifiuti rimanevano pericolosi e viaggiavano verso le discariche pugliesi e abruzzesi con certificati compiacenti che hanno portato agli arresti domiciliari di due chimici, uno interno alla Seab ed uno esterno.


( foto di Umberto La Sorda)



(foto di Umberto La Sorda)



(foto di Umberto La Sorda)

L'INCENDIO SU YOU TUBE



Il fumo ancora visibile questa mattina
19/07/2009 11.45