Primo consiglio Mascia, bagarre e contraddizioni segnano l’inizio

Alessandro Biancardi

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Primo consiglio Mascia, bagarre e contraddizioni segnano l’inizio
PESCARA. Consiglio comunale molto movimentato ieri. La prima seduta dell’era Mascia contraddistinta da scontri e contestazioni.

Il Pdl si è spaccato sulla elezione del presidente ma alla fine Licio Di Biase (Udc) è riuscito a spuntare la poltrona così come annunciato nei giorni scorsi.
Di fronte al primo momento di imbarazzo e difficoltà nelle file della nuova maggioranza Di Biase ha raccolto 17 voti, non sufficienti per l'elezione. Poi si è immediatamente materializzato il soccorso del Pd e dell'IdV che hanno annunciato il proprio voto a favore del candidato.
Come vice sono stati eletti Massimiliano Pignoli (scelto dalla maggioranza) e Roberto De Camillis (dall'opposizione).
Contrari all'elezione di Di Biase Fausto Di Nisio (unico ad astenersi tra le fila dell'Idv) e Maurizio Acerbo (Rc) che hanno ricordato che Di Biase risulta ancora indagato. Acerbo si è rifiutato di votare.




«Dopo tanto baccano sulle inchieste», ha commentato, «il primo risultato del nuovo corso è risultato quindi consistere nell'elezione "bipartisan" di un indagato alla carica di Presidente del Consiglio Comunale di Pescara».
Bagarre anche sull'ingresso in giunta di Gianni Teodoro, già assessore nella prima giunta D'Alfonso ed entrato in ritardo nella squadra di Mascia per alcune frizioni poi risolte.
«Non si può sollevare la questione morale per i propri scopi », ha accusato Roberto De Camillis (Lista Città ponte) riferendosi proprio a Teodoro che dopo un lungo tira e molla ha accettato di diventare assessore.
E' stata poi sollevata una pregiudiziale per il presunto ritardo di presentazione delle linee programmatiche del sindaco Mascia arrivate, secondo Acerbo e Di Nisio, fuori tempo massimo.
Per il consigliere del Pdl, Lorenzo Sospiri, invece gli atti, «così come ha poi chiarito anche il segretario generale, erano già consultabili intorno alle 9 di martedì scorso, ossia 72 ore prima del Consiglio comunale, così come prevede la legge».
Non è stato così, invece, per Di Nisio che aveva denunciato la mancata trasmissione ai gruppi consiliari e, quindi, ai singoli consiglieri del documento programmatico, «così come prevede il primo comma dell'art.38 del Regolamento del Consiglio Comunale».

IPSE DIXIT

Il consigliere Acerbo ha invece ricordato come una cosa simile fosse già successa a parti inverse, quando era sindaco Luciano D'Alfonso e il Pdl era all'opposizione.
In quella occasione proprio Mascia contestò il ritardo e Acerbo, che ha dimostrato di non dimenticare, ha messo a confronto le due vicende leggendo anche il verbale dattiloscritto dell'epoca (era il luglio del 2003).
«Questa amministrazione si sta allontanando quasi definitivamente dal diritto», diceva allora il Mascia consigliere. «Le regole ci sono o non ci sono», si domandò polemico. «Se il nostro regolamento prevede che le Linee programmatiche devono essere depositate tre giorni prima e devono essere comunicate ai gruppi, io non vedo come si possa discutere su questo, o è bianco o è nero».
«Non è una questione di politica», assicurò. «E' una questione di regole che se vengono a mancare fanno venir meno tutto. Grazie».
A quel tempo la delibera venne rinviata. Ieri si è andati avanti, Mascia ha letto le sue 46 pagine di programma e il consiglio ha approvato con 25 voti a favore, 1 contrario e 1 astenuto.

18/07/2009 9.30