Fira, l'inchiesta vagante senza padre

Alessandro Biancardi

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Fira, l'inchiesta vagante senza padre
PESCARA. Saranno stati anche tartassati dai giornali e sbattuti in prima pagina, sono stati al centro dell’attenzione per anni, quando erano “soltanto” indagati.
Sta di fatto che adesso per molti di loro la fortuna sta girando, complice la burocrazia messa in piedi dei governi di questa Repubblica e da regole e regolette che di fatto ostacolano la giustizia.

Certo è un diritto di ogni pm quello di chiedere distaccamenti in altre procure per ottenere benefici di carriera per poi essere trasferiti ancora.
C'è poi anche un diritto alla giustizia per indagati e cittadini che da anni vorrebbero sapere in che regione hanno vissuto e per colpa di chi le loro aziende sono fallite, stritolate da un sistema di corruzione o di tasse, o perché gli ospedali fanno sempre più schifo o gli enti strumentali sono un buco senza fondo che assorbono risorse.
La giustizia sembra sempre più un optional e dopo le continue beffe ed i rinvii per errori di notifiche arrivano i trasferimenti dei pm che rischiano di allungare ancora di più i tempi dei processi.
Succede a Pescara come altrove.
Un esempio su tutti è l'inchiesta Fira: partita come un razzo rischia di ammosciarsi come un palloncino sgonfio sotto i colpi del nulla, l'inerzia fatta burocrazia, che grazierà inevitabilmente quei “mostri” sbattuti in prima pagina.
Il padre di quell'inchiesta, il pm Filippo Guerra, dopo aver coordinato le indagini e raccolto oltre 50 faldoni di documenti ha faticosamente chiuso le indagini anni dopo.
E' poi subito partito per Gela dove ha prestato servizio per oltre sei mesi, lasciando il suo ufficio pescarese.
Qualche giorno fa è ritornato ma solo per salutare i colleghi ed annunciare che il Csm ha disposto per lui il trasferimento definitivo nella procura di Tivoli.
Nel frattempo i 50 faldoni della ponderosa inchiesta che fece tremare l'Abruzzo, per la prima volta ma non l'ultima purtroppo, sono passati come un regalo poco gradito al sostituto Andrea Papalia, che in tutti questi mesi, oberato anche lui da maxi inchieste, non è riuscito a chiedere il rinvio a giudizio.
Nel frattempo sono state ascoltate le persone indagate che ne hanno fatto richiesta e sono state acquisite memorie difensive.
E siamo al 2009; gli arresti scattarono nel 2006.
Ma non basta perché anche il pm Papalia è oggi oggetto di trasferimento che la legge vuole provvisorio ma che di fatto sarà definitivo lasciando ancora una volta senza padre l'inchiesta Fira.
Il procuratore capo, Nicola Trifuoggi, ha però voluto rassicurare dicendo che è normale che un pubblico ministero venga trasferito e che è altrettanto normale che il fascicolo in questione, come altri, sarà affidato ad altro pm.
Certo, allo sfortunato toccherà studiarsi da capo una inchiesta altrui per poi dover fronteggiare in giudizio gli agguerriti difensori.
Insomma non proprio la condizione ideale. Ma tant'è.
Qualche mugugno giunge dai piani della procura anche perché dei 13 pm ne rimarranno 10 ed il loro carico di lavoro aumenterà inevitabilmente.
E non è che prima ne avessero poco di lavoro da sbrigare.
Così dovranno essere distribuite tra le tante inchieste ignote anche quelle di cui si è scritto molto.
Per esempio era coordinata da Papalia la farraginosa inchiesta sullo Ial Cisl ed il buco milionario da 40 milioni di euro. Tante promesse, ancora mugugni, una giustizia agognata da centinaia di persone truffate.
Sorte incerta anche per una inchiesta di fatto conclusa oltre due anni fa che riguardava l'imprenditore dell'aria Giuseppe Spadaccini ed i suoi investimenti nei paradisi fiscali di Madeira (Portogallo) accusato di aver fatto ricorso alla “estero vestizione” per evadere milioni di euro di tasse.
Sono solo alcune delle inchieste che i magistrati di Pescara si palleggeranno in attesa di giudizio.

La buona notizie invece è che è stato nominato il procuratore aggiunto che è Cristina Tedeschini che andrà a ricoprire un posto lasciato vacante da oltre un anno dal pm Pietro Mennini.
A suo volta Mennini è diventato procuratore capo a Chieti e lascerà Pescara a settembre.
A conti fatti mancano due pm in organico. Quando arriveranno?

a.b. 17/07/2009 15.03

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