Rischio scampato in extremis, le tele di Michetti restano a Francavilla

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA AL MARE. «Ma quando mai il trasferimento a Pescara....il Michetti è di Francavilla e resta a Francavilla».
Nicolino Di Quinzio, sindaco di Francavilla, tira un sospiro di sollievo per la tempesta in un bicchier d'acqua che si è placata con un incontro e qualche telefonata.
«Tutto il resto “si trasferisce all'ex Aurum, qui al Mumi la Fondazione è stata sfrattata, il sindaco si disinteressa della cultura” è la solita disinformazione di chi rema contro per mettere in cattiva luce l'amministrazione. Certo ci sono stati problemi», ammette il sindaco. «Ma è stato risolto tutto: invece di parlare del trasferimento del Michetti come cosa fatta, oggi si dovrebbe parlare della soluzione dei problemi sorti e della soddisfazione di tutti».
Come noto, erano nati contrasti tra l'assessore Luciano Orsini e la Fondazione Michetti (con il suo presidente Vincenzo Centorame) per la mostra di Omar Galliani che aveva bisogno di spazi per trovare i quali bisognava spostare le tele di Michetti. Apriti cielo! «Michetti non si sposta, vuol dire che ci volete sfrattare - ha tuonato Centorame - e noi ce ne andiamo a Pescara».
«Ma quale sfratto – ha replicato Orsini – tu lo sapevi da tempo».
Senza entrare nei particolari di questo scontro (bisognerebbe sapere se negli anni scorsi i quadri di Michetti sono stati spostati senza sollevare problemi...), la minaccia di trasferimento non era solo un modo di dire.
Per ieri pomeriggio alle 19, infatti, era stato convocato un CdA della Fondazione per decidere proprio lo spostamento del Michetti dal Mumi di Francavilla in altra sede, cioè l'ex Aurum di Pescara.
C'erano stati anche contatti con la nuova giunta di Pescara, sia con il sindaco Mascia che con l'assessore alla Cultura Elena Seller, era stata inviata una dura lettera di contestazione al sindaco Di Quinzio per il suo «disinteresse» alla cultura, insomma era tutto pronto per il grande gesto dell'abbandono del Mumi.
«Sarebbe stato un duro colpo all'immagine della nuova amministrazione incapace di tutelare l'unico suo bene», commenta il sindaco.
«Appena conosciuto il problema ho fatto sapere alla Fondazione che prima del CdA avrei risolto il problema – spiega Di Quinzio – e che comunque potevano stare tranquilli: mai il Michetti sarebbe andato via. Nella tarda mattinata ho riunito la mia maggioranza, compreso l'assessore Orsini, abbiamo telefonato ad Alfredo Paglione, curatore della mostra di Galliani, e lui – che peraltro è cittadino onorario di Francavilla – è stato disponibilissimo a trovare una soluzione che è: la mostra di Galliani si farà subito dopo il Michetti e quindi non ci saranno problemi di spazi e di sovrapposizione».
Quando alle 19 si è riunito il CdA della Fondazione, sia i registi dell'operazione trasferimento che l'assessore di Pescara, che pensava di fare un boccone solo del Michetti, si sono ritrovati a bocca asciutta: per l'ex Aurum si dovrà trovare un'altra manifestazione.
E così il CdA (c'erano i rappresentanti del comune di Teramo, di Pescara, di Tocco Casauria, lo stesso Di Quinzio, il direttore D'Argento e Centorame) ha preso atto della soluzione proposta dal sindaco di Francavilla e “l'operazione trasferimento” è saltata. Sindaco, complotto sventato? «Lo dice lei. Io avverto solo che l'amministrazione è continuamente attaccata per cose inesistenti: qualcuno gode a crearci difficoltà. Però io ed i miei collaboratori crediamo nel progetto di bonificare i vecchi metodi clientelari e qualche risultato lo abbiamo raggiunto. Ci vediamo al Michetti prima e poi per Omar Galliani, senza dimenticare che c'è anche la mostra di Gigino Falconi. Eppure dicono che siamo fermi....».
Sebastiano Calella 17/07/2009 11.34