Crisi industriale a Bussi, in mobilità i lavoratori dei vivai ittici

Alessandro Biancardi

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BUSSI SUL TIRINO. La crisi occupazionale torna a colpire Bussi sul Tirino e Popoli, con la mobilità per 15 lavoratori in esubero degli allevamenti di trote.
Lo ha comunicato la direzione della società “Erede Rossi Silvio”, azienda agricola di troticoltura di Macerata che gestisce gli impianti di Bussi e Popoli, in una comunicazione inviata alle organizzazioni sindacali ed al Settore politiche attive del lavoro della Provincia di Pescara.
Questo provvedimento riguarderà quasi metà dei lavoratori, tenendo conto che gli impianti ittici danno lavoro in totale a 27 dipendenti.
Alla base della decisione la crisi del settore dell'allevamento ittico e l'aggressiva concorrenza degli allevamenti di salmone, orate ed altri pesci alternativi.
Gli storici vivai ittici di Bussi e Popoli sono una realtà occupazionale già dal 1970, negli anni ottanta si è toccata la soglia delle 40 unità lavorative, negli ultimi anni però c'è stata una serie di passaggi di proprietà, dai Ferretto di Verona al gruppo Pizzolo, fino agli Eredi Rossi Silvio di Macerata, con conseguente riduzione del volume di attività e del personale.
In azienda ci sarà il 21 luglio alle 16 un incontro con i sindacati per esaminare la situazione e fare il punto su quanto sta accadendo.
«La crisi del vivaio ittico di Bussi è un ulteriore segnale di grave difficoltà dell'apparato produttivo della val Pescara – denuncia Nicola Pirmavera, segretario regionale Filcem Ggil – con la crisi del polo chimico la situazione occupazionale si è fatta drammatica».
Secondo Primavera, è infatti «necessario che la Regione e la Provincia di Pescara intervengano per bloccare i licenziamenti e per avviare concreti progetti produttivi, prima che la situazione sociale diventi davvero esplosiva».
s.t. 16/07/2009 10.10