Scoperti 700mila euro di debito mentre il consiglio scioglie la Cosmeg

Alessandro Biancardi

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Scoperti 700mila euro di debito mentre il consiglio scioglie la Cosmeg
FRANCAVILLA. Sei ore di dibattito, si fa per dire, visti gli schiamazzi, le voci sovrapposte, le interruzioni sistematiche ed un vero e proprio boicottaggio dei lavori da parte della minoranza di centrodestra.

Due soli punti all'ordine del giorno approvati dal consiglio comunale di Francavilla al mare.
E' stata sciolta la Cosmeg, la società partecipata del Comune che provvede alle mense ed al trasporto dei bambini a scuola ed è stato approvato il consuntivo 2008 con circa 700 mila euro di sbilancio, cioè di debito che andrà ripianato con una manovra correttiva a settembre.
In pratica si è scoperto che la Giunta Angelucci aveva sovrastimato le entrate tributarie che, però, non ci sono state e così si è aggiunto altro debito ai buchi già esistenti, mettendo in ulteriore difficoltà la Giunta Di Quinzio.
Il piatto forte del consiglio era però lo scioglimento della Cosmeg, contestato a più voci dal centrodestra che ha soffiato anche sul timore dei dipendenti, presenti nella sala del consiglio, di perdere il posto di lavoro.
A questo si è aggiunto anche un emendamento del capogruppo Pd, Vincenzo Di Lorenzo, che proponeva un'altra soluzione, che però è stata bocciata.
Alla fine con 11 voti a favore e 10 contrari lo scioglimento è passato.
Hanno avuto un bel da fare il sindaco ed il direttore generale, chiamato a chiarire le ragioni tecniche della chiusura della società, a spiegare che nessun posto è a rischio perché tutti saranno riassunti in quanto nel bando di gara sarà posta questa condizione non soggetta a ribasso d'asta.
Pochi lo hanno capito nella confusione generale ed il centrodestra ha abbandonato l'aula quando il direttore generale ha spiegato che lo scioglimento della società partecipata è comunque un obbligo di legge, che il servizio mensa ed il resto non possono essere più affidati in forma diretta, ma serve un appalto ad evidenza pubblica, che si tratta di risparmiare sulle spese di gestione attraverso l'efficienza del servizio e le economie di scala (la Cosmeg costa un milione mezzo l'anno, di cui circa un milione per le spese del personale e solo 300 mila euro per l'acquisto dei beni) che infine solo la Cosmeg, tra tutte le altre partecipate, non ha aderito alla riduzione delle spese chiesta dalla nuova amministrazione.
Non sono stati d'accordo De Monte, Cappelletti, De Felice, Pellegrino, Matricardi e D'Amario, con motivazioni varie e con qualche siparietto: Pellegrino ha contestato il presidente Baldassarre che per le dichiarazioni di voto ha dato la parola ad un rappresentante per Gruppo, come da Regolamento.
«Non è vero – ha contestato Pellegrino – ti giri il regolamento come vuoi e siccome è falso te ne dovrai assumere le responsabilità».
«Art. 48 del Regolamento – ha letto il presidente – per le dichiarazioni di voto un intervento a gruppo».
Insomma un botta e risposta ad oltranza, viziato come sempre a Francavilla da conflitti di interesse e vicende personali e parentali che si intrecciano ai fatti amministrativi.
Come quando Carlo Matricardi, oggi Pdl e prima responsabile cittadino di Forza Italia, ha parlato contro lo scioglimento della Cosmeg di cui è presidente Remo Matricardi, suo cugino e socio in affari, nonché responsabile della fu Mostra del Fiore e dell'Associazione florovivaistica e che era presente alla discussione.
Alla fine il Consiglio si è sciolto per sfinimento vero l'una di notte: qualcuno per boicottare i lavori aveva chiesto la lettura integrale dei verbali dei consigli precedenti (ben 13 riunioni) che di solito sono dati per letti, trattandosi di registrazioni audio. Di Muzio ha contestato questa scelta che serviva solo a far perdere tempo e si è scontrato anche con il presidente, intenzionato a leggere tutto e meno brillante di altre volte nel mantenere l'ordine: ad un certo punto il consigliere di maggioranza Enrico Bruno, nel pieno della bagarre e della confusione, gli ha chiesto cosa bisognava fare di più per essere cacciati dall'aula.
E così, invece di trattare argomenti concreti (c'erano lavori pubblici da discutere) è andata in onda la solita melina che da mesi cerca di bloccare l'amministrazione Di Quinzio che però, un pezzettino alla volta, sta riuscendo a ristabilire in Comune un clima di legalità.
Ma quanta fatica.

Sebastiano Calella 16/07/2009 10.03