Pescara invasa dagli abusivi, Cna contro "taxi selvaggio"

Alessandro Biancardi

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Lettera ai prefetti: stop alle delibere di Chieti e Montesilvano che consentono di prelevare utenti in città.


PESCARA. Esiste il rischio concreto di una “guerra dei taxi” nell'area metropolitana Chieti-Pescara, visto che nella città più grande della regione sbarcano “abusivi” provenienti da altri centri vicini.
E' il senso della lettera indirizzata dal direttore provinciale della Cna, Carmine Salce, ai prefetti di Chieti e Pescara, Vincenzo Greco e Paolo Orrei.
Nel mirino della confederazione artigiana pescarese sono finite le delibere delle giunte comunali di Montesilvano e Chieti (rispettivamente, la 158 del 20 maggio 2009 e la 2452 del 14 maggio 2009), dallo stesso oggetto: “Regolamentazione del servizio taxi unificato su area vasta”.
Una espressione che, dietro il linguaggio asettico della Pubblica amministrazione, contiene di fatto il lasciapassare, per i taxi dei due centri, sull'ambìto territorio pescarese, che le norme vogliono invece appannaggio esclusivo dei tassisti locali.
Una “apertura delle frontiere” – quella operata dalle due amministrazioni - che la Cna contesta leggi alla mano.
Così, scrive Salce, che non esclude di impugnare anche nelle sedi di giustizia amministrativa i provvedimenti contestati, «sussistono palesi vizi di legittimità in presenza di una legge che non consente l'organizzazione di un servizio taxi con valenza sovracomunale e reciprocità di carico degli utenti su diversi comuni».
In sostanza, con l'attuale assetto normativo, a detta della Cna pescarese è possibile solo trasportare passeggeri prelevati nel proprio territorio di competenza in altra città, ma non caricarne di nuovi nel comune di destinazione.
Una forzatura, insomma, quella denunciata dalla Cna, che in un primo momento aveva coinvolto anche l'amministrazione comunale di Francavilla al Mare: l'ente guidato da Nicolino Di Quinzio, tuttavia, dopo una verifica delle norme di legge ha deciso per il dietrofront, a differenza delle due amministrazione di Montesilvano e Chieti, ferme invece alle decisioni precedenti.
Da qui la richiesta - anche e soprattutto in considerazione del rischio di sgradevoli “confronti ravvicinati” tra tassisti concorrenti - di una presa di posizione da parte delle autorità prefettizie, per un intervento sulle due amministrazioni.
D'altra parte – osserva infine la Cna pescarese - la giunta comunale di Pescara con delibera numero 607 del 29 maggio scorso ha precisato che «l'area omogenea di intervento per il prelevamento dell'utente del servizio pubblico è rappresentata dal solo territorio comunale; che all'interno dell'area può prelevare unicamente chi ha la licenza del Comune di Pescara negli stalli indicati e con l'ausilio del radio taxi; che non ci sono attualmente accordi tra Comune di Pescara e altri Comuni limitrofi per istituire una diversa area omogenea di intervento».
14/07/2009 12.11