Sigilli alla casa di riposo di Ofena: «pericolo legionella»

Alessandro Biancardi

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OFENA. I Carabinieri del N.A.S. di Pescara hanno eseguito il sequestro preventivo della struttura ricettiva per anziani “Casa di Riposo dei Discepoli” di Ofena.



OFENA. I Carabinieri del N.A.S. di Pescara hanno eseguito il sequestro preventivo della struttura ricettiva per anziani “Casa di Riposo dei Discepoli” di Ofena.



A finire nei guai il legale responsabile L.F., di 62 anni.
Secondo la procura all'interno della struttura sarebbero state riscontrate, oltre a diverse irregolarità, la presenza nell'impianto idrico di un focolaio di "legionella pneumophila", un batterio che provoca la malattia della "legionellosi" (o "morbo del legionario"), potenzialmente letale e contagiosa.
Secondo l'accusa, inoltre, non sarebbero mai state adottate le necessarie e sufficienti misure cautelari consistenti nella sanificazione dell'impianto idrico.
Il reato contestato è anche quello di abbandono di persone incapaci.
Il provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. del Tribunale di L'Aquila, è l'epilogo di un'attività investigativa dei Carabinieri del Nas di Pescara partita grazie alla denuncia di qualche familiare di un anziano ospite della struttura.
Fondamentale anche la collaborazione di medici del Dipartimento di Prevenzione della Asl e dell'ARTA dell'Aquila.
Da precedenti sopralluoghi, infatti, si era accertato che all'interno della struttura era autorizzato l'alloggio di sole persone autosufficienti o parzialmente non autosufficienti.
Di fatto, però, venivano ospitati “abusivamente” diversi anziani che erano affette da gravi patologie, senza garantire loro la prevista ed adeguata cura ed assistenza medica e sanitaria.
Non sono state, comunque, riscontrate situazioni di rilievo dal punto di vista igienico-sanitario e strutturale.
Inoltre, alcuni prelievi di acqua eseguiti da personale dell'Arta da rubinetti di lavabi e dalle docce di alcune stanze degli anziani, hanno permesso di stabilire la contaminazione dell'impianto idrico dalla “legionella pneumophila”.
Il legale responsabile della struttura, sebbene sollecitato in più circostanze, non aveva posto in essere adeguati e continui rimedi volti ad eliminare il pericolo per gli ospiti della struttura, soggetti al rischio di contrarre la patologia della legionellosi.
Nel corso dell'esecuzione del provvedimento cautelare sono state trovate all'interno della struttura complessivamente 29 persone anziane, 6 delle quali riconosciute dall'Unità di Valutazione Multidimensionale della A.S.L. di L'Aquila totalmente “non autosufficienti”.
Gli anziani sono stati trasferiti presso idonee strutture sanitarie a cura dei familiari e dei Servizi Sociali del comune di Ofena.

LA STRUTTURA

La casa di cura è stata costruita nel 1920 sui resti di una Villa Padronale, come viene spiegato nel sito internet. «E' una casa grandiosa», si legge ancora, «nelle sue linee esterne, dove la parte antica forma un quadro mastodontico e gradevole nell'insieme».
«Due grandi saloni sono dedicati al trascorrere del giorno, una infermeria spaziosa, una cappella, uffici amministrativi, un grandissimo salone ospiti ed un salottino di attesa oltre allo spaziosissimo salone mensa».
Per ospitare un anziano la rata mensile variava dagli 800 ai 900 euro a seconda del grado di autosufficienza del paziente. La retta mensile per persona non autosufficiente veniva invece concordata con i familiari di volta in volta.

14/07/2009 8.35