Riorganizzazione della sanità pescarese, la Cisl «non si penalizzi l’entroterra»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Dopo mesi in cui i sindacati lamentavano l’impossibilità di incontrarsi con il direttore generale della Asl di Pescara, Claudio D’Amario, martedì scorso l’invito di quest’ultimo ha rotto il silenzio per un’informativa sul piano industriale.



«Si tratta di una modalità piuttosto irrituale ed intempestiva – lamenta Umberto Coccia, segretario responsabile territoriale della Ust-Cisl Pescara avendo il dottor D'Amario già inviato la proposta al commissario governativo, che avrà l'ultima parola sui provvedimenti da adottare».
Il quadro che è emerso dell'attuale situazione della sanità pescarese è caratterizzato da un'alta percentuale di inappropriatezza dei ricoveri e della diagnostica (circa il 30%), e cioè che molti dei ricoverati nelle strutture ospedaliere potrebbero essere in realtà gestiti sul territorio con minor aggravio economico per il servizio sanitario.
Inoltre è sempre pressante la necessità di una introduzione massiccia di nuove tecnologie informatiche, diagnostiche, chirurgiche, endoscopiche e quant'altro.
«Tutto ciò attraverso una razionalizzazione ed un risparmio nei tre presidi ospedalieri di Pescara, Penne e Popoli – spiega Coccia - I due presidi di Penne e Popoli passeranno quindi da livello intensivo a rispettivamente media e bassa intensità»
Per quanto riguarda il nosocomio di Popoli è prevista la riduzione a servizi ambulatoriali dei reparti di ostetricia, ginecologia e pediatria, mentre nefrologia, oncologia, farmacia, chirurgia endoscopica, ortopedia e traumatologia diventeranno unità semplici, mentre il pronto soccorso sarà gestito dai medici di base Utap. Il risparmio previsto è di 2.66 milioni di euro.
L'ospedale di Penne sarà invece orientato alla lungodegenza, con riduzione a servizio di ambulatorio per i reparti di otorinolaringoiatra, oculistica, pediatria, farmacia ed oncologia per un risparmio di 850.000 euro.
Il sindacato, che pur si dice «consapevole dell'urgenza di interventi razionalizzativi», non ha ritenuto giusta la scelta di «elaborare una proposta che cambierà i connotati della sanità pescarese in assenza di un confronto vero con le forze sociali.»
«La Cisl di Pescara – conclude Umberto Coccia – non accetterà provvedimenti calati dall'alto che, fatalmente, andranno a gravare sulle fasce più deboli della popolazione. Invitiamo pertanto il commissario ad avviare un confronto aperto con i sindacati, teso ad alleggerire l'impatto di una riorganizzazione che, in assenza di correttivi, rischia di ridimensionare i servizi sanitari dell'area pedemontana pescarese.»

s.t. 10/07/2009 10.42