Rapina con sparatoria in gioielleria del centro a Pescara. Tre arresti

Alessandro Biancardi

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Rapina con sparatoria in gioielleria del centro a Pescara. Tre arresti
* GUARDA LE IMMAGINI: LA CATTURA E LA FOLLA INFEROCITA. PESCARA. Pomeriggio di paura in centro a Pescara per una tentata rapina con sparatoria. Arrestati due pugliesi e un napoletano con precedenti per furto e omicidio.
Sono ancora frammentarie le notizie che arrivano ma da quanto si è appreso due persone sarebbero entrate nella gioielleria Montalbano di corso Vittorio Emanuele 217.
In pieno centro, dunque, in una zona abbastanza affollata e nel primo giorno di saldi.
Secondo alcuni testimoni, a fare fuoco sarebbe stato il gioielliere.
I presunti rapinatori sarebbero stati fermati dalla polizia intervenuta sul posto, non vi sarebbero persone ferite.



FERMATE TRE PERSONE

La polizia ha fermato tre persone, probabilmente due pugliesi e un napoletano, che hanno sparato dei colpi di pistola (tre o quattro) sia contro le vetrine della gioielleria che contro gli agenti della squadra volante e del reparto prevenzione crimine, intervenuti numerosi sul posto.
In corso Vittorio, e' rimasta la Fiat Uno bianca usata dai malviventi. Sono in corso i rilievi della polizia scientifica.
Il traffico e' rimasto paralizzato.

04/07/2009 17.35



Nel video inviato dal nostro lettore Sandro Pomante si sentono le urla concitate che provengono dalla gioielleria. Poco dopo esce dal negozio un agente, lancia un segnale a qualcuno e poi il video si interrompe.
«Sono entrati in 2 gioielleria- racconta a PrimaDaNoi.it Pomante- un terzo è rimasto in auto, una uno bianca la cui targa comincia con AP. Penso sia stato dato l'allarme dall'interno della gioielleria. Dopo 2 minuti c'erano già 7/8 pattuglie sul corso. Si è sentito uno colpo di pistola pare proveniente dal negozio. Presumo sia stato il gioielliere a sparare, tant'è che dopo 2 minuti le forze dell'ordine sono uscite con i rapinatori.
Uno aveva una maglia bianca e al collo aveva una vistosa ferita da dove perdeva sangue copiosamente e portava un pass Pescara 2009. L'altro era tarchiato e con barba. Il terzo uomo nell'auto penso fosse disarmato ed ha tentato di fuggire».

I PROPRIETARI HANNO FATTO SCATTARE L'ALLARME DI NASCOSTO

Secondo quanto raccontato dalla polizia i tre uomini, armati di pistola, sono entrati nella Gioielleria Montalbano.
I titolari di nascosto sono riusciti a far scattare l'allarme collegato con il 113.
Alla vista dei poliziotti, però, è scattata la reazione dei tre che hanno cercato di prendere in ostaggio il proprietario e hanno esploso un colpo contro la vetrina del negozio, ma sono stati fermati e arrestati dalla Polizia.



DUE PUGLIESI E UN NAPOLETANO

A finire in manette sono stati due fratelli pugliesi, Enrico e Paolo Grassi, di 23 e 24 anni, residenti rispettivamente a Galatina (Lecce) e a Taranto, e di Massimo D'Onofrio (30) di Napoli. Tutti e tre hanno precedenti penali. L'episodio è avvenuto alle 16.45. Al colpo di pistola sparato dai rapinatori - che ha mandato in frantumi la vetrina - gli agenti hanno risposto con un colpo in aria e sono riusciti a entrare nel negozio grazie alla collaborazione e al sangue freddo dei titolari, immobilizzando subito Enrico Grassi e Massimo D'Onofrio. Paolo Grassi ha cercato di fare resistenza, ma alla fine è stato bloccato. Oltre alla tentata rapina, l'accusa per i tre è di tentato omicidio, sequestro di persona e porto abusivo di armi da fuoco.

SI CERCA UN QUARTO COMPLICE

Gli investigatori presumono che ci sia un quarto complice che, probabilmente, fungeva da palo. In un vicolo, nei pressi della gioielleria, hanno rinvenuto una Fiat Punto bianca, risultata rubata, con il motore ancora acceso. Gli arresti sono stati eseguiti dagli agenti della Squadra volante della Questura di Pescara, diretta da Francesco Costantini, e da quelli del Reparto prevenzione crimine di Bologna, in questi giorni in città per garantire maggiori controlli durante i Giochi del Mediterraneo.
Paolo Grassi è risultato evaso dal carcere di Taranto dove stava scontando una pena per tentato omicidio. Il 12 giugno scorso, uscito per un permesso premio, non vi aveva più fatto ritorno. Le indagini proseguono sulle armi che i tre avevano e, soprattutto, per verificare se possano aver compiuto altre rapine nella zona.

04/07/2009 2009 20.09