Proposta di legge dei Comunisti italiani: «basta sprechi sui farmaci»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Che i dati sul monitoraggio e l’analisi della spesa farmaceutica abbiano accertato uno sfondamento del tetto massimo, per molti non è stata una sorpresa.

La situazione della sanità abruzzese è ben nota a tutti, abruzzesi e non, seppellita da indagini e cartolarizzazioni. La via d'uscita non è proprio dietro l'angolo ma da mesi si rincorrono proposte e aggiustamenti che dovrebbero risolvere alla radice uno dei problemi più spinosi per le amministrazioni pubbliche.
«Appare assolutamente ingiustificato», ha commentato il consigliere regionale dei Comunisti Italiani, Antonio Saia, «ogni provvedimento, come quello recentemente emanato dal commissario della sanità Redigolo, che addebita ai pazienti, attraverso l'imposizione o l'inasprimento dei ticket, il costo delle azioni di contenimento della spesa farmaceutica».
Saia individua proprio nello sfondamento del tetto di spesa per i farmaci diverse cause, nazionali e regionali.
I problemi che andrebbero risolti a Roma, secondo il consigliere sono molteplici: si va dall'eccessivo prezzo dei farmaci all'assenza di una norma che vincoli le aziende farmaceutiche a produrre confezioni adatte alla durata dei cicli terapeutici, dal mancato controllo della correttezza dell'informazione scientifica alla scarsa fiducia riposta nei cosiddeti “farmaci generici”.
Se per tutte queste criticità la palla spetta al governo nazionale, Saia ed i Comunisti Italiani hanno redatto una proposta di legge che si propone di risolvere almeno le problematiche legate alle norme regionali, «mirando a conseguire l'obbiettivo di riduzione della spesa attraverso misure più eque, che non gravino sui Cittadini già sofferenti e deboli, perché malati, e che, invece, incidono sugli sprechi e sulla cattiva gestione delle risorse».
LA PROPOSTA DI LEGGE

l'art. 1 indica le finalità della legge;
all'art. 2 è previsto un incentivo agli Assistiti per la riconsegna alle ASL di confezioni di farmaco integre non utilizzato;
all'art 3 è previsto il divieto per le farmacie di sostituire i farmaci generici prescritti con generici prodotti da altre aziende;
all'art. 4 si prevede la distribuzione diretta da parte degli Ospedali, all'atto della dimissione, di confezioni di farmaci sufficienti a coprire i primi due mesi di cura;
all'art. 5 , alfine di semplificare le procedure per la acquisizione di farmaci necessari per i Pazienti in ADI, si prevede la possibilità di consegna diretta dei farmaci e presidi da parte delle farmacie ospedaliere ai familiari degli Assistiti;
all'art. 6 si prevede la semplificazione delle procedure per la prescrizione dei farmaci necessari per le cure disintossicanti ai tossicodipendenti e l'esenzione degli stessi dal pagamento dei ticket sui farmaci;
all'art. 7 si prevede che non vengano imposti per legge limiti di validità per i piani terapeutici necessari per la prescrivibilità di alcuni farmaci da parte dei medici di medicina generale. Ciò eviterà disagi agli Assistititi, molti dei quali anziani e/o disabili, i quali sono costretti frequentemente a recarsi presso specialisti e strutture delle ASL per rinnovare i piani stessi. Ciò per le patologie croniche e irreversibili, oltre al notevole disagio per i Pazienti, comporta un sovraccarico di spesa per la ASL ed un intasamento degli ambulatori dei diversi presidi sanitari;
l'art. 8 tende ad eliminare una norma che vieta l'apposizione di alcune correzioni puramente formali sulle ricette del S.S.N.;
l'art. 9 tende a regolamentare e razionalizzare la somministrazione di farmaci ai Pazienti ricoverati, in modo da evitare sprechi, sostituzione ingiustificata di terapie, uso di farmaci acquisito in proprio dagli Assistiti ecc….
l'art. 10 prevede l'approvvigionamento diretto da parte della Regione dei farmaci occorrenti in tutti presidi, attraverso una gara unica, in modo da consentire maggiori risparmi sul costo degli stessi;
l'art. 11 per gli stessi motivi del precedente prevede che gli Assistititi che si recano a visite specialistiche debbano portare con sé l'elenco dei farmaci che costituiscono la terapia in corso;
l'art. 12 prevede che ogni 3 mesi venga aggiornato il prontuario terapeutico regionale;
l'art. 13 tende ad eliminare la norma che prevede la possibilità di prescrivere una sola confezioni di farmaci antiflogistici in fiale (che di solito non hanno un costo elevato) il che crea la necessità di doversi ricorrere spesso alla prescrizione del proprio medico di base, anche solo per la ripetizione della ricetta, il che arreca un disagio, un inutile ingorgo del lavoro dei medici, un allungamento dei tempi di attesa ed anche un costo aggiuntivo che è quello della ricetta (circa 0,15 euro);
l'art. 14 prevede che in caso di decesso dell'Assistito il materiale sanitario avanzato, fornito gratuitamente, venga riconsegnato alla ASL di appartenenza;
l'art. 15 norma finanziaria (non onerosa per la Regione);
l'art. 16 prevede l'entrata in vigore della Legge.
s.t. 02/07/2009 10.06