Pescara 2009. Il sito ufficiale va in tilt

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3628

Pescara 2009. Il sito ufficiale va in tilt
PESCARA. Sarà che negli ultimi giorni sono arrivati un bel pò di maledizioni ma gli eventi sembrano accanirsi contro gli impotenti (dis)organizzatori dei Giochi. * I TURCHI SE LA DANNO A GAMBE LEVATE: «STRUTTURE TERRIBILI» * SCIOPERO CONTRO LA DISCRIMINAZIONE RIUSCITO: MESSAGGIO CONSEGNATO (E IGNORATO) * ECCO PERCHE’ PRIMADANOI.IT NON SEGUIRA’ I GIOCHI DEL MEDITERRANEO
Abbiamo già raccontato dell'appalto da 8,5 milioni di euro per i servizi informatici, per il cablaggio dei palazzetti e degli stadi e della creazione del sito internet. [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=21162](QUI)[/url]
Abbiamo già raccontato di come il bando sia stato ospitato su un server di una ditta che poi è risultata vincitrice e come il responsabile di quella ditta sia un importante collaboratore dei Giochi.
Abbiamo anche già parlato del fatto che il sito è stato cambiato tre volte per motivi non ancora chiariti dalla organizzazione. Una cosa che deve quantomeno far mettere in preventivo il fatto che il sito sia stato pagato tre volte. [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=21392&page=1](QUI)[/url]
Per fortuna gli esperti del settore hanno voluto sfruttare una ottima piattaforma open source (Joomla) un sistema di programmazione e creazione di siti che anche i mediamente esperti riescono ad utilizzare.
Insomma fare un sito con Joomla non è proprio una cosa da programmatori della Silicon Valley.
Questa è una buona notizia perchè influisce sui costi per cui un sito come quello dei Giochi deve essere costato molto poco.
Occorre anche decurtare il valore ulteriormente per effetto delle numerose pecche e falle di programmazione già raccontate per cui risulta difficile o impossibile
navigare. Se poi, per esempio, si vogliono vedere i risultati si finisce qui  dove dovrebbero esserci tutti i risultati in tempo reale.
Ritornare alla home tuttavia è impossibile: chi ha programmato il sito si è dimenticato un link per ritornare alla posizione di partenza per continuare la navigazione. Un errore da principianti ed uno svarione gravissimo sanzionato pesantemente da qualunque esperto di settore.
Il valore deve essere ancora decurtato anche per effetto dell'incredibile black out del sito per parecchie ore tra sabato e lunedì. Il sito in queste ore è stato inaccessibile totalmente o lentissimo da non poter essere navigato (ma già immaginiamo le giustificazioni: grande accesso di visitatori il sito è saltato).
Se i siti sono ben fatti e si è lavorato bene non saltano. C'è un grande afflusso? Era una ipotesi da valutare.
Il sito ufficiale non si vede? Come minimo in una situazione normale si sarebbe dovuto scatenare l'inferno per il danno di immagine internazionale visto che il sito è il punto centrale di coordinamento dell'evento. Invece silenzio assoluto: il gruppo organizzatore fa finta di nulla e si tira dietro tutti i giornali: «tutto va splendidamente», sembra essere il sunto di ogni intervista o articolo sui Giochi.
Per tutta questa serie di inefficienze il comitato organizzatore dei Giochi, in un paese normale, avrebbe inviato le proprie rimostranze a chi ha responsabilità sul campo ed è stato autore di questi errori e probabilmente avrebbe iniziato una azione per recuperare parte dei soldi (pubblici) spesi.
Magari lo farà nei prossimi giorni.

[pagebreak]

I TURCHI SE LA DANNO A GAMBE LEVATE: «STRUTTURE TERRIBILI»

PESCARA. Partiranno in anticipo gli atleti turchi arrivati a Pescara per i Giochi del Mediterraneo.
Lo ha annunciato da Yunus Akgül il capo della Direzione Generale della Gioventù e dello Sport.
Se nei piani iniziali c'era l'intenzione di rimanere tutti fino al 6 si è deciso di cambiare programmi in corso. Che qualcosa non piacesse si era capito fin dall'arrivo della delegazione, raccontata solo dai giornali stranieri.
Il quotidiano on line Milliyet.com.tr  già il 25 giugno aveva scritto un articolo dal titolo “Giochi del Mediterraneo shock” e assicurava che la delegazione turca aveva inviato una lettera al Comitato organizzatore per protestare.
La squadra di Pallamano presieduta da Tarik Cengiz è stata la prima a chiedere di andare via.
Impossibile trovare i campi per l'allenamento, e le camere per gli atleti non erano proprio come se le aspettavano.
A due giorni di distanza è anche il quotidiano Hurriyet Dailynews.com  a rilanciare la notizia e si spiega che la delegazione turca, che aveva in programma di restare a Pescara fino al 6 luglio, data di fine della manifestazione, ha invece deciso di lasciare la città prima del tempo.
«Le strutture sono terribili», ha tuonato ancora una volta Akgül, «alcune camere non hanno nemmeno le tende», hanno aggiunto gli amanti dei dettagli, magari inconsapevoli che fino all'ultimo è stato in forse l'intero villaggio a causa di diatribe tra Comune e costruttori.
«Alcuni problemi sono stati risolti, ma altri no», ha spiegato ancora Akgül.
E pensare che la squadra costretta a fuggire a gambe levate è una delle migliori del torneo: al momento ha conquistato il maggior numero di medaglie d'oro, 13, 5 d'argento e 8 di bronzo.
Insomma in Turchia e forse non solo non si parla poi soltanto dei «grandi successi» dei Giochi. IN Abruzzo hanno fatto notizia le proteste dei Turchi?

OLTRE PESCARA IL NULLA

Alcune proteste sono giunte anche dagli altri centri interessati ufficialmente dalle gare. Qui però la festa parallela sembra non esserci. Oltre qualche striscione e qualche cartellone la vita sembra scorrere tranquilla.
Forse troppo. E' il caso di Chieti che nonostante sia sede del Villaggio in città l'aria dei Giochi non sembra respirarsi.
Protesta Bruno Di Paolo, leader della lista civica “Giustizia Sociale” che dice: «in piena fase di svolgimento dei Giochi del Mediterraneo la città di Chieti continua a ricoprire l'insensato ruolo di città-fantasma nonostante la presenza del Villaggio e delle migliaia di atleti che in questi giorni lo animano».
«Si puntava fortemente», dice Di Paolo, «sul turismo indotto da questa importante manifestazione sportiva per rianimare non solo la città ma anche l'entusiasmo dei commercianti e adesso si scopre che nessuno ha pensato di predisporre del materiale conoscitivo per stimolare i tanti atleti partecipanti a conoscere la storia e la bellezza della nostra città. Eppure non ci si può davvero stupire di come ciò sia potuto accadere se consideriamo che Chieti continua a essere totalmente impreparata per ricevere turisti. E non c'è nemmeno bisogno di fare riferimento alle strutture ricettive carenti o alla viabilità disastrata che rende un giro per il territorio urbano più simile ad un rally sullo sterrato; basta fermarsi con il proprio mezzo alle porte della città e rendersi conto di come a non funzionare siano addirittura i pannelli luminosi segnala-parcheggi installati in grande stile dalla società Ecoesse scarl ma mai funzionanti».

01/07/2009 9.53

[pagebreak]

SCIOPERO CONTRO LA DISCRIMINAZIONE RIUSCITO: MESSAGGIO CONSEGNATO (E IGNORATO)

ABRUZZO. Torniamo dopo lo sciopero di tre giorni che siamo stati costretti ad attuare dopo l'ennesimo atto indegno ed incivile contro questa testata.
Poi abbiamo scoperto che un trattamento ugualmente discriminatorio -attuato in questa occasione dalla organizzazione dei Giochi del Mediterraneo- è stato praticato anche nei confronti di altre testate locali ed on line.
Solo alcune, perché altre, invece, non hanno avuto alcun problema. Il nostro, tuttavia, era uno sciopero contro l'emarginazione e la discriminazione (non semplice ripicca contro la violazione di un nostro diritto, quello di informare, e quello dei cittadini ad essere informati) ed, infatti, per 48 ore la nostra protesta è stata totalmente ignorata dai media. Lunedì si sono aggiunti altri quotidiano che hanno fatto propria la protesta ed hanno sollecitato una reazione. Sono così arrivate a stretto giro le timide reazioni dell'Ordine dei giornalisti e quella a ruota del sindacato. Ma è bene ripetere che le ragioni dello sciopero sono ampie ed articolate e sono contenute nel documento che abbiamo pubblicato sabato.
Poi chiunque può decidere di prendere la propria posizione su questo argomento.
Noi di certo non abbiamo mai pensato, neppure di fronte a molteplici evidenze e a conferme dirette ed inequivocabili, di essere stati discriminati perché abbiamo scritto cose spiacevoli.
Questo non sta a noi dirlo e non ci interessa.
Il problema rimane ed è grave: ci lamentiamo che l'informazione è deviata, distorta e manipolata e subito ce ne danno la prova (basta vedere come è stata data la notizia dello sciopero, quando è stata data).
Per quanto riguarda i Giochi del Mediterraneo anche da qui viene il “prezioso” contributo alla libera informazione: la situazione diventa ogni giorno più imbarazzante.
Il responsabile dell'area media, Marco Del Checcolo, che viene presentato come «grande professionista» ha cercato di rispondere velatamente in una delle tante dirette di Rete 8 al problema sollevato da PrimaDaNoi.it, crogiolandosi in una serie di complimenti per il suo lavoro e dandosi una serie di pacche sulla spalla per l'ottimo lavoro svolto.
Parlando persino di «grande copertura mediatica internazionale».
Il grande professionista del nord sceso in terra d'Abruzzo sembra essersi subito sintonizzato con il provincialismo asfittico proprio di questa terra ma ha anche snocciolato una serie di informazioni fortemente di parte quando non imprecise.
Racconta una realtà che non esiste sapendo che non esiste, quando l'organizzazione -come raccontato- è assolutamente scadente sotto ogni profilo.
Molte notizie non appaiono sui giornali come i disagi o persino le proteste (è il caso della delegazione Turca per esempio) con il rischio di essere sbugiardati in eurovisione senza che gli abruzzesi lo sappiano.
Il problema è che Del Checcolo, Di Marco, Petrucci, Pescante credono di poter fare quello che gli pare in quanto padroni di un orticello.
Ed è qui che sbagliano, ed è questa la fonte dei loro errori: questi personaggi sono tenuti, obbligati a rendere conto agli abruzzesi di come sono stati spesi anche i loro soldi e sono obbligati a rispondere sul perché tanta inefficienze e tanto sperpero di denaro a fronte di risultati magri e di scelte discutibili.
Quando poi si parla di «grande copertura mediatica» di un evento che comprende molti Paesi del Mediterraneo sembra più una battuta che altro. Ci vogliono cifre ufficiali e documentate non chiacchiere per sostenere la posizione.
Ma si è accorto Del Checcolo che parlava di queste cose da una tv regionale?
Ed è anche su questo che tutti dovranno rispondere perché ci hanno sempre presentato i Giochi come un evento internazionale dal grande ritorno per la nostra regione.
Ed è bene che questo ritorno ci sia, altrimenti sarà stata solo una truffa ai danni dei cittadini.


a.b. 01/07/2009 10.00