Ritardi per notifiche che fanno saltare processi:scatta altra interrogazione

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2214

Ritardi per notifiche che fanno saltare processi:scatta altra interrogazione
PESCARA. Un male cronico voluto dalla organizzazione del sistema giudiziario, un caso emblematico di burocrazia farraginosa e vecchia. Il tutto orchestrato, sembrerebbe appositamente, per favorire il trascorrere del tempo e la prescrizione dei reati.
Si parla delle notifiche degli atti giudiziari che sono diventate a Pescara - come nel resto d'Italia - una vera e propria piaga che umilia il diritto costituzionale delle certezza della pena. Anzi così come è strutturato gli uffici si ha la certezza opposta.
Capita allora che vi siano pochi ufficiali giudiziari (9 rispetto alla pianta organica che ne vorrebbe 12) per un polo importante come quello di Pescara che devono notificare migliaia di atti.
Gli addetti sono pochi, spesso impegnati in turni ed in altre mansioni per coprire altre carenze.
Ci sarebbe anche una carenza di attrezzature e di addetti ai terminali per la registrazione delle procedure informatiche.
Ci sono poi problemi di difficoltà materiale nelle notifiche che fanno perdere ulteriormente tempo come il destinatario irreperibile.
La legge prescrive la notifica e dunque la conoscenza tramite la consegna materiale degli atti a tutte le parti interessate di un procedimento giudiziario.
Ora le statistiche parlano di circa 200 nuove inchieste a settimana (molte si aprono per esposti ma anche da notizie di reato che giungono da tutta la circoscrizione dalle forze dell'ordine) e dicono anche che se si consegna un atto oggi agli ufficiali giudiziari verrà in realtà notificato tra un anno e mezzo.
Un tempo enorme, troppo lungo che vanifica per esempio gli sforzi fatti dalle procure e dagli investigatori per chiudere in fretta le indagini poiché poi la giustizia “implacabile” deve arrendersi contro il muro della burocrazia.
Quello degli errori di notifica ormai divenuti proverbiali e spesso anche oggetto di barzellette è un altro discorso. Lo si è visto nel processo tanto atteso di Montesilvano (Ciclone) che per ben due volte è stato spostato per errori di notifiche a persone interessate.
Una leggerezza costata cara alla giustizia e dovuta a cause non meglio precisate.
Sta di fatto che un errore può starci, due sono già troppi.
E le cose si ripetono.
E' successo per i processi sul concorso Dezio, sempre a Pescara, per il quale ci è voluto appunto un anno e mezzo soltanto per notificare la chiusura delle indagini.
Altro errore nel processo che non parte sull'Azienda di Montesilvano Ex Ferrigno.
Qui la notifica è stata dimenticata persino a Cantagallo, l'ex sindaco e indagato eccellente.
Lo stesso Cantagallo ha espresso più volte qualche risentimento per i continui rinvii dicendosi ansioso di poter smontare l'accusa.
Sta di fatto che il sistema avvantaggia chi rischia una condanna ma anche chi è innocente e potrebbe non vedersi riconosciuta una sentenza di assoluzione per avvenuta prescrizione (anche se si può rinunciare alla prescrizione stessa).
Insomma grandi inchieste che generano piccolissimi processi e che hanno un grande impatto sulla opinione pubblica ormai sfiduciata.
Ma questi sono i problemi. Dalla procura di Pescara sono partiti negli ultimi mesi numerosi solleciti all'indirizzo del ministro della Giustizia per provare ad ottenere una soluzione.
Ma le cose non sono cambiate. E si continua così, con la lentezza di sempre.
L'ennesima interrogazione parlamentare è stata presetata dal senatore Pdl Andrea Pastore.
«Già con mia precedente interrogazione del 21/01/2009 n. 3-00484», spiega Pastore, «avevo segnalato al Ministro in indirizzo la vicenda relativa alla notificazione della conclusione delle indagini di un procedimento penale a carico di un modesto numero di imputati per la quale erano occorsi ben quattordici mesi, termine assolutamente ingiustificabile considerato anche che il suo protrarsi è stato determinato da "difficoltà" di notifica ad uno degli inquisiti, che si scoprì essere addirittura il segretario generale del Comune di Pescara. Ora emerge che le disfunzioni in materia di notifica sarebbero così gravi e generalizzate da rappresentare una vera e propria polveriera per la macchina giudiziaria, con il rischio che una serie di procedimenti penali, più o meno eccellenti, cadano in prescrizione, con evidente soddisfazione dei colpevoli ma con impossibilità per chi è stato ingiustamente accusato di liberarsi dal fango dal quale nel frattempo è stato sommerso».
01/07/2009 8.41