Detenuto morto in carcere: doveva uscire a breve. Gli amici chiedono chiarezza

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. La tomba di Charles è lì su in alto, tumulata qualche giorno fa al cimitero di Lanciano. Al posto della lapide un bigliettino con un nome scritto in fretta.
Chi non si dà pace per la sua morte sono alcuni conoscenti, compagni di carcere e soprattutto la moglie che dice di nutrire forti dubbi su una morte naturale.
Charles Omofowan aveva 32 anni e dal gennaio 2007 era in carcere.
L'ultimo periodo lo ha passato in quello di Lanciano dove è deceduto il 14 giugno scorso anche se la notizia è trapelata quasi 10 giorni dopo.
Le guardie carcerarie lo hanno trovato a pancia in giù, con la faccia rivolta sul cuscino.
E' stata chiamata in fretta una ambulanza ed il corpo, omai senza vita, è stato trasportato all'ospedale di Lanciano.
Nell'obitorio però è rimasto per poco: il tempo di una ricognizione cadaverica alla presenza del magistrato di turno per stilare il referto medico con la causa della morte: «arresto cardiocircolatorio per edema polmonare».
Una definizione però alquanto generica che sembra indicare più il perché il nigeriano sia morto piuttosto che la causa che ha portato al decesso.
Sta di fatto che il fascicolo che viene aperto dalla procura in questi casi è stato chiuso subito dopo la ricognizione e senza un esame autoptico.
Da quanto è stato possibile appurare non sarebbe stato chiamato alcun fotografo per redigere un rapporto fotografico come documentazione di supporto.
Le pompe funebri hanno poi potuto procedere con la veloce tumulazione dopo una cerimonia con pochissime persone.
L'ambasciata non è stata avvertita, così come ci hanno confermato al telefono qualche giorno fa, anche perché Charles in Nigeria ha solo la mamma che non gode di ottima salute ed ancora non sa dell'accaduto.
La notizia della morte è arrivata invece alla moglie, pare attraverso un amico.
Mancava un mese dalla sua uscita di prigione: a luglio sarebbe stato fuori per cominciare una nuova vita ma non ha avuto il tempo.
I guai di Charles sono cominciati nel 2007 quando è stato arrestato a Porto Recanati pare per reati non particolarmente gravi.
A chiedere chiarezza sulla sua morte però sarebbe proprio un amico del detenuto defunto che avrebbe firmato un esposto già inviato alla procura di Lanciano nel quale sarebbero descritti particolari di vita carceraria, qualche frase dura di qualche guardia nei confronti del carcerato e le punizioni erogate da scontare nella sezione di isolamento.
Forse notizie imprecise che dovranno essere verificate e valutate dalla procura locale.
26/06/2009 15.26