Nuove proteste per il cantiere di via Saffi

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Diversi cittadini residenti in viale Bovio hanno chiesto l'intervento del sindaco Luigi Albora Mascia per risolvere l'annosa questione della costruzione di un edificio abitativo.



Quest'ultimo dovrebbe essere alto 10,90 metri e costruito in un'area residuale fra il palazzo a ferro di cavallo sito in Viale Bovio e l'attuale conservatorio di Pescara.
I residenti che hanno firmato la lettera al primo cittadino pescarese, al momento 53, sono preoccupati per le conseguenze alla qualità della vita di centinaia di famiglie che abitano nei palazzi dell'intero isolato.
Questo perché nell'occupazione dell'area non ci sarebbero le volumetrie necessarie per garantire la distanza di sicurezza per le abitazioni private e per gli esercizi pubblici presenti nell'isolato.
Oltre a ciò, fatto ancora più importante, i residenti sono preoccupati dai pericoli di inquinamento da rumore, traffico e da insicurezza generale che potrebbe provocare un altro insediamento abitativo in una zona già soffocata dalla presenza di palazzi alti.
Un altro edificio potrebbe mettere in discussione, a detta dei residenti, l'efficienza operativa ed educativa del Conservatorio D'Annunzio.
Ma non è tutto in quanto il sospetto è che ci siano state presunte irregolarità nella concessione edilizia per l'avvio del cantiere, attualmente in fase di allestimento.
I lavori sarebbero dovuti iniziare nell'ottobre 2008, ma i primi movimenti si sono notati nel febbraio 2009 ed avrebbero portato secono i firmatari all'occupazione abusiva delle aree demaniali dell'ex scuola Muzii ed al blocco delle uscite di sicurezza del locale del bowling.
L'area, da sempre utilizzata per parcheggio o spazio pubblico verde fanno sapere i cittadini, sembra sia stata venduta ad una società che nel 2008 ha ottenuto la concessione edilizia.
La mobilitazione dei residenti ha portato, nel febbraio 2009, all'intervento dell'Agenzia Regionale del Demanio ed alla chiusura anche se soltanto momentanea del cantiere.
Questo perché, malgrado l'iniziale concessione edilizia, è stato dimostrato che il Comune pare abbia smarrito il fascicolo del progetto del 1962, mettendo così in dubbio il permesso edificatorio del nuovo stabile.
I residenti chiedono alle istituzioni di verificare eventuali frodi oppure violazioni di legge e, nell'eventualità, sospendere i lavori del cantiere in via definitiva per impedire il protrarsi di danni e pericoli per i residenti e passanti della zona.


Andrea Sacchini 24/06/2009 15.18