Vincenzo Angelini:«E’ tutta una farsa: la politica vuole agire indisturbata»

Alessandro Biancardi

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Vincenzo Angelini:«E’ tutta una farsa: la politica vuole agire indisturbata»
CHIETI. Dopo mesi di silenzio, dopo aver passato le aziende di famiglia alla figlia Chiara e aver abbandonato la scena, Enzo Maria Angelini torna a parlare. Questa volta lo fa direttamente. * PARTE L’ESPOSTO ALLA PROCURA

Lo fa in un momento molto critico per le sue aziende: da un lato ci sono 1500 dipendenti che da sei mesi non ricevono lo stipendio e, dall'altro lato, la Regione che non vuole pagare tutti i crediti vantati dalle sue società perché, dicono dall'assessorato alla Sanità, non tutti sono verificati.
L'assessore Venturoni, quindi, ci va con i piedi di piombo dal momento che proprio dall'inchiesta sulla Sanità è emerso che i crediti delle cliniche private sarebbero stati gonfiati e chi doveva controllare le autocertificazioni non lo avrebbe fatto.
Insomma un argomento delicatissimo e che di fatto rompe certe consuetudini consolidatesi e incancrenitesi negli anni.
Adesso Angelini torna a parlare (mentre contemporaneamente collabora a modo suo con i magistrati pescaresi) e lo fa con quella irruenza che gli è tipica e che da decenni lo contraddistingue.
«L'assessore Febbo a tutti i giornali dice che la giunta sta lavorando da mesi in silenzio, e questo e' poco ma sicuro, ma di certo non per garantire un futuro occupazionale ai lavoratori del gruppo villa pini e tanto meno per trovare un sistema reale per erogare gli stipendi».
Per l'imprenditore della Sanità che l'estate scorsa con le sue dichiarazioni ha fatto arrestare l'ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, in questa «vicenda- farsa» ci sono «molti attori politici che creano i problemi che poi si affannano a fingere di risolvere, diffondendo continuamente un puzzle di notizie false, distorte, e di informazioni tecniche mischiate a dicerie popolari che hanno lo scopo di confondere al punto giusto l'opinione pubblica e l'opinione dei lavoratori e nel frattempo agire indisturbati».




«Banche, Asl, sindacati, assessori, Inps, cessioni vere e cessioni inventate ad ok», continua Angelini, «rancori vecchi e odi nuovi di zecca, tutto contribuisce a perseguire uno scopo ben preciso. Non da ultimo, la vergognosa menzogna di far credere ai lavoratori che il proporre un commissario giudiziale per l'azienda sia una buona cosa, addirittura una scelta responsabile da operare per tutelare l'occupazione. Evidentemente si ha decisamente poca stima della loro intelligenza».
Se i soldi per pagare gli stipendi e l'azienda sono stati maturati, si chiede l'imprenditore, a che serve un commissario?
«A praticare un esproprio di stato? A beneficio di chi? Come fanno persone che occupano l'illustre carica di assessore a non saper qual è la logica, legale e semplice soluzione al problema del Durc? Perchè ignorano deliberatamente che noi una soluzione l'abbiamo già trovata e lo sblocco delle somme e' vicino come non mai? E' forse per questo che ora spunta fuori l'idea del commissariamento?»
Infine un attacco indistinto a quanti in queste settimane si sono mossi da «paladini dei lavoratori»: loro, chiude Angelini, «dovrebbero avere il coraggio di ammettere con i lavoratori che li stanno sacrificando, e senza alcuno scrupolo, sull'altare della vendetta politica e personale».

24/06/2009 12.20

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PARTE L'ESPOSTO ALLA PROCURA

CHIETI. E' stato presentato un esposto alle Procure di Chieti e Pescara dalle segreterie regionali confederali e di categoria di Cgil e Cisl dell'Abruzzo
L'esposto firmato da Angela Scotti (Cgil Abruzzo), Carmine Ranieri (Fp Cgil), Maurizio Spina (Cisl Abruzzo) e Vincenzo Traniello (Fps Cisl) è stato indirizzato anche al presidente Chiodi, alla direzione Asl, al commissario Redigolo e all'assessore Venturoni, al prefetto e ai sindaci dei comuni sedi delle strutture del Gruppo.



I sindacati sottolineano che la situazione attuale deve mutare «al più presto» e chiedono che la magistratura, «consentendo la procedura d'urgenza per l'esecutività dei decreti ingiuntivi promossi dai lavoratori contro la proprietà per il pagamento degli stipendi, concluda il procedimento nei tempi più brevi possibili».
Alla Asl si chiede invece di sottoscrivere rapidamente i contratti negoziali con la proprietà, «imponendo a quest'ultima di regolarizzare la propria posizione rispetto al Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva, ndr), ripristinando così, nei fatti, quella legalità così spesso richiamata, a parole, dalla Giunta Regionale per giustificare la propria inconcludenza».
Alla Regione si chiede di sbloccare i crediti 2008, «sulla cui titolarità la Regione ha tutti gli strumenti e le conoscenze per decidere positivamente e in tempi rapidi» e di farsi garante «del prestito bancario ai lavoratori per consentire loro di uscire dalla condizione di drammatica indigenza in cui li ha precipitati la mancata corresponsione degli stipendi».




I sindacati chiedono inoltre a Asl e Regione di «garantire la legalità», assicurando ai cittadini «la disponibilità di prestazioni sanitarie efficaci e sicure, attivando controlli e verifiche sulla disponibilità, qualità e conformità delle prestazioni sanitarie erogate».
«Si è creato tra i dipendenti del gruppo Angelini uno stato di gravissimo disagio», assicurano i rappresentanti sindacali, «con immediate e dirette ripercussioni, non solo sulle loro famiglie spesso ridotte letteralmente alla fame, ma anche sulla sicurezza dei pazienti».
È diventato sempre più problematico, infatti, assicurare l'assistenza e le terapie necessarie e i dipendenti lamentano «l'insufficiente e irregolare rifornimento, da parte della proprietà, di materiali e strumentazioni mediche», «il numero crescente di casi di autolicenziamento per disperazione di decine di dipendenti» e la difficoltà di molti lavoratori di far fronte perfino ai costi degli spostamenti quotidiani per recarsi al lavoro. E' il caso, ad esempio, di molti dipendenti dei Centri di Riabilitazione San Stef.AR.
«La Giunta Regionale», chiudono i sindacati, «non può far finta di ignorare la specificità di aziende sanitarie che erogano servizi per conto del servizio sanitario pubblico».

24/06/2009 14.54