Cgil Abruzzo:«Telecom e Regione facciano qualcosa per i lavoratori Tils»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La grave situazione del campus della Tils di L'Aquila, costretta a chiudere i battenti venerdì 12 giugno 2009, ha sollevato la preoccupazione della Cgil Abruzzo. In ballo c'è il futuro di settanta famiglie oltre ai tanti lavoratori dell'indotto.
Il sindacato, che nel frattempo ha respinto ogni accusa circa il mancato accordo sulla possibilità di ricorso alla Cigas per cessata attività, si è schierato contro la decisione di licenziamento dei dipendenti della Tils L'Aquila soprattutto per la situazione di forte sofferenza sociale di tutto il territorio aquilano.
«Senza ripercorrere le vicissitudini delle ultime settimane con la liquidazione delle partecipazioni statali, la vendita sul mercato delle aziende che ne facevano parte» – commenta Sergio Di Marcantonio, segretario regionale della Slc Cgil Abruzzo – «le aziende hanno utilizzato a piene mani gli strumenti legislativi sulla cessione dei rami di azienda. Da questo punto di vista le responsabilità maggiori sono di Telecom Italia, che ha ceduto a prezzi stracciati il ramo della formazione professionale ad una multinazionale francese, Cegos, per il 70%, a Camporlecchio per il 20% ed a Lucciola Partners per il restante 10%».
«Attraverso una serie di operazioni poco chiare» – prosegue perplesso Di Marcantonio – «alla fine Renzo Bracciali titolare di Camporlecchio ha ottenuto un ulteriore 50% delle quote con la funzione di Amministratore Delegato. Lo stesso Bracciali alla fine di aprile è stato raggiunto da provvedimenti giudiziari per truffa ai danni della regione Campania, corruzione di pubblici ufficiali, rivelazione di segreti di ufficio e realizzazione di falsità in atti pubblici».
Tutti i fatti sarebbero derivanti dalla gestione di altre società quali la Biopower, Natural Energy ed Energethic, ditte aventi come finalità la costruzione di centrali per produzione di energia derivante dalle biomasse.
«Alla luce di questa situazione insostenibile» – conclude il segretario regionale di Slc Cgil Abruzzo – «richiamiamo l'attenzione della regione Abruzzo e il management di Telecom Italia. Entrambi non possono essere spettatori di un degrado e di una perdita di elevate professionalità che coinvolgono 70 lavoratori e tutte le loro famiglie».

23/06/2009 10.12