Villa Pini, lavoratori in piazza. Legnini: «azienda virtualmente fallita»

Alessandro Biancardi

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Villa Pini, lavoratori in piazza. Legnini: «azienda virtualmente fallita»
PESCARA. I dipendenti della clinica Villa Pini di Chieti, senza stipendio da sei mesi, questa mattina sono tornati a protestare, inscenato una rumorosa manifestazione di protesta davanti al Comune di Pescara.

A Palazzo di Città era in corso la conferenza stampa di presentazione dei Giochi del Mediterraneo e circa 150 persone, con fischietti e altoparlanti, hanno sfilato davanti al Municipio, in piazza Italia. All'interno, appositamente arrivati per la conferenza stampa, oltre al sindaco, Luigi Albore Mascia, ci sono il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, il presidente del Cijm, Comitato internazionale dei Giochi, Amar Addadi, il commissario straordinario e il direttore generale di "Pescara 2009", rispettivamente Mario Pescante e Mario Di Marco.
La richiesta dei dipendenti è stata per l'ennesima volta la stessa: «abbiamo diritto ai nostri stipendi, non possiamo pagare noi per le colpe di altri».
Intanto l'ex presidente della Provincia di Chieti, Tommaso Coletti, ha scritto al suo successore proprio per chiedergli di interviene sulle vicende del gruppo Villa Pini
Coletti ha invitato Di Giuseppantonio a prendere iniziative «per costituire un tavolo interistituzionale», anche con la partecipazione dei rappresentanti della minoranza in Consiglio, per «continuare l'azione intrapresa di fungere da stimolo per la ricerca delle giuste e opportune soluzioni a un problema che si trascina da tanto tempo e che ha portato i lavoratori sull'orlo della disperazione».
Nella lettera, Coletti ricorda che l'11 giugno scorso sulla questione era stata convocata una riunione con i direttori generali delle Asl abruzzesi e i vertici della Regione Abruzzo.
«Insieme - conclude - subito dopo i risultati elettorali e prima del tuo insediamento, abbiamo condiviso la proposta di rinviare l'incontro, per darti la possibilità di riconvocarlo appena dopo l'ufficializzazione della tua nomina a presidente della Provincia».
E' tornato sulla questione anche il senatore del Pd, Giovanni Legnini: «il mio convincimento», ha detto il deputato abruzzese, «e' che l'azienda e' virtualmente fallita e nessuno chiede che venga dichiarata tale. La Regione e la giustizia non possono non porsi l'interrogativo se il rischio fallimento e' vero o no».
In caso di fallimento per Legnini la responsabilità principale sarà del datore di lavoro aggiungendo che la Regione e' «corresponsabile».
«L'impressione - ha aggiunto- e' che il gioco sia quello di far rimanere il cerino in mano a qualcuno. Noi abbiamo il dovere di denunciare questa situazione perchè chi ci rimette sono i lavoratori". Legnini ha aggiunto che la legge 231 del 2001 sulla responsabilità penale contiene una norma secondo la quale la procura può commissariare l'azienda ' ho sollecitato - ha detto- questa misura».
Il consigliere regionale ed ex assessore Franco Caramanico ha detto che la Regione «non deve rinviare le decisioni ai giudici e a Redigolo».

22/06/2009 17.32