Villa Sabucchi, Cordova sciopero della fame. Mascia: «verificherà di persona»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Gianni Cordova, il responsabile della Laad di Pescara, ha deciso di iniziare uno sciopero della fame dopo la revoca della gestione del Parco Sabucchi per effetto di una sentenza del Tar.
Il neo sindaco Luigi Albore Mascia parla di una situazione «che purtroppo ho ereditato dalla passata amministrazione come tante altre problematiche».
Il primo cittadino ha preso l' impegno di studiare con il dirigente comunale delegato l'intera pratica, e di approfondire il bando impugnato e ovviamente il provvedimento del Tribunale.
Nel frattempo Mascia ha invitato Cordova a interrompere lo sciopero della fame e a mettersi in contatto con l' amministrazione «per individuare insieme la soluzione più idonea, nel rispetto delle regole».
Il sindaco, per prima cosa, vuole vedere il bando di gara originario: «dobbiamo comprendere l'intera procedura, il relativo ricorso contro l'affidamento addirittura risalente al 2004 e quindi acquisire sia la sentenza del Tribunale amministrativo regionale, che di fatto ha determinato la revoca dell'affidamento della gestione del Parco alla Laad, che le relative motivazioni, le quali poi hanno determinato la delibera di giunta dello scorso 21 maggio firmata dall'ex vicesindaco, con la quale ha ‘sfrattato' Cordova da Villa Sabucchi».
In merito all'invito rivolto, a sua volta, dal capogruppo uscente del Pd Moreno Di Pietrantonio, il quale ha sollecitato il Comune a «fare lo sforzo di concedere una proroga per non lasciare in stato di abbandono il parco», «ricordo al capogruppo del Pd», ha detto Mascia, «di aver avuto sei lunghi anni per trovare una soluzione a una vicenda giudiziaria cominciata nel 2004. Suscita un sorriso pensare che solo oggi Di Pietrantonio, dopo sei trascorsi al governo della città, si accorga che i parchi cittadini rischiano il collasso».


18/06/2009 16.03