Il voto avvelenato, D’Agostino non molla: «troppe irregolarità»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Ernino D’Agostino promette battaglia. Il suo rivale Valter Catarra è il vincitore delle elezioni provinciali a Teramo, come ha decretato già anche il tribunale.


Ma l'ex presidente non si arrende e assicura: «andremo avanti per ristabilire la verità dei voti».
Probabilmente tutti nelle condizioni di D'Agostino, secondo arrivato per appena 28 voti di scarto, chiederebbero una verifica. Ma c'è di più. Per il candidato del centrosinistra, infatti, sarebbe lunga la serie di irregolarità riscontrate che inficerebbero il risultato elettorale. Possibile un ballottaggio? Necessario annullare il voto e tornare alle urne?
Nei giorni scorsi l'ufficio elettorale del Tribunale si è dichiarato incompetente a valutare le eccezioni mosse dal centrosinistra e non ha potuto far altro che dichiarare vincitore Catarra, attualmente al lavoro nel suo nuovo ufficio.
D'Agostino si è comunque rimboccato le maniche e con i legali Luigi Guerriri e Vincenzo Cerulli Irelli punta al ribaltone.
Tra le contestazioni mosse l'ineleggibilità di Alfonso Di Sabatino, candidato dell'Udc nel collegio di Teramo 1, e il conseguente annullamento dei voti.
Il candidato, infatti, già revisore dei conti in Provincia non si sarebbe potuto candidare.
Ci sono poi nel mirino anche le dichiarazioni del subcommissario comunale Eugenio Matronola trasmessa sabato e domenica da una televisione locale, «ad urne ancora aperte», ha sottolineato D'Agostino, «che ha richiamato la possibilità di esprimere il voto disgiunto nelle provinciali. Questa opzione in realtà non è ammessa dalla legge e comporta l'annullamento della scheda. Sono sicuro», ha sottolineato l'ex presidente, «dell'assoluta buona fede di Matronola, «ma probabilmente c'è qualcuno che con quelle affermazioni è stato indotto in errore».
E la lunga lista di presunte irregolarità è ancora lunga: si va dalla violazione delle misure per garantire la segretezza del voto a Cermignano a causa di una finestra con una tenda aperta, alla irregolarità nella raccolta delle firme a Bisenti per la lista dell'Mpa, sempre a sostegno del centrodestra.
Sono una «anomalia» per D'Agostino anche le 5.957 schede nulle, considerate una «enormità soprattutto in confronti agli appena 28 voti di scarto».

18/06/2009 10.14