Ospedale di Atessa: analisi in tilt, chiude pediatria

Alessandro Biancardi

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ATESSA. Laboratorio analisi ancora bloccato all'Ospedale di Atessa, a 10 giorni dal guasto avvenuto lunedì sera della scorsa settimana. Sospensione dell'attività di ricovero e degenza a Pediatria. * PEDIATRIA CARENTE A CASTEL DI SANGRO, BIMBO IN COMA VA A ROMA
Due notizie che sembrano avvalorare l'ipotesi di una lenta eutanasia di questo presidio ospedaliero nel silenzio molto sospetto dei rappresentanti politici regionali eletti in questa zona, come Luigi De Fanis, che è pure un medico di questo ospedale, ma anche di Emilio Nasuti e altri.
Un tempo, avere un prete in casa o un consigliere regionale dava sicurezza, oggi non più.
Ma procediamo con ordine. A nulla sono valsi i tentativi di riattivare la rete da parte dei tecnici della Telecom e del servizio interno che pure avevano assicurato una ripresa rapida del servizio.
Poi il termine era stato spostato a giovedì, a venerdì, poi una nota della Asl Lanciano-Vasto annunciava la piena ripresa del servizio per lunedì mattina.
Cosa che non è avvenuta e ieri pomeriggio il laboratorio era ancora fermo.
Della vicenda non si riesce a sapere di più (stavolta l'ufficio stampa tace), perché il personale in servizio si rifiuta di comunicare anche informazioni semplici, giustificando il silenzio con un clima di paura che regnerebbe nella Asl.
Paura o non paura, il un servizio così importante rimane fermo da 10 giorni.
Più esplicito, forse perché più seccato di come vanno le cose in ospedale è Nicola Cicchitti, sindaco di Atessa, che ha già protestato e che sull'argomento “laboratorio analisi” lunedì è stato sentito anche dai Carabinieri.
«Confermo il clima teso che c'è tra il personale e ribadisco la mia sensazione, cioè che il manager Caporossi sta facendo di tutto per arrivare all'eutanasia di questo ospedale – commenta – anche per l'altra bella notizia appena arrivata: la sospensione, direi meglio la chiusura della pediatria. Togli qua, taglia la, riduci questo, non funziona quest'altro, tra poco ci diranno che siccome l'Ospedale è poco frequentato è meglio chiuderlo. Io non ci sto a questa politica e al di la delle giustificazioni addotte dal manager con tanto di delibera e di documenti che hanno preparato questa decisione, spero che finalmente qualcuno in Regione dica una parola definitiva sul destino di questo ospedale».
In effetti, leggendo i documenti in nostro possesso, si apprende che il servizio di pediatria di Atessa non aveva ragione di esistere, una volta attivata la guardia attiva pediatrica a Lanciano e Vasto (dove ci sono rispettivamente oltre 1000 parti nel primo ospedale e circa 700 nel secondo).
E che tre medici buttati lì ad Atessa, senza grossi impegni di lavoro, in tempi di vacche magre è dura mantenerli.
Se a questo si aggiunge la cronica mancanza di medici per i quali non si fanno i concorsi da anni, è chiaro che il manager ha deciso ben sapendo di essere protetto dalle norme vigenti.
Ma se così è, viene in mente che proprio uno dei medici di Atessa, Luigi De Fanis, è stato eletto consigliere regionale con i voti dei comitati che difendevano il futuro dell'ospedale e quindi dovrebbe avere le notizie giuste per rassicurare sia il sindaco Cicchitti che i cittadini che lo hanno votato. A meno che – con altri esponenti del Pdl - non si sia schierato con il senatore Tancredi che questi piccoli ospedali vorrebbe chiuderli.

s. c. 17/06/2009 10.00
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PEDIATRIA CARENTE A CASTEL DI SANGRO, BIMBO IN COMA VA A ROMA

CASTEL DI SANGRO. La situazione all'ospedale di Atessa è molto simile a quella dell'ospedale di Castel di Sangro, con il reparto di pediatria completamente scoperto anche per le emergenze.

Stamani un bambino di 2 anni e' entrato in coma per cause in fase di accertamento e il papà, un medico, lo ha portato al pronto soccorso, dove ha constatato che non c'era il pediatra reperibile per la gestione dell'emergenza.
Per questo motivo è stato deciso l'immediato trasferimento all'ospedale Bambin Gesù di Roma con un elicottero del 118.
L'unico pediatra assunto due anni fa con bando pubblico dalla Asl Avezzano Sulmona, medico assegnato all'ospedale di Castel di Sangro, da oltre un anno e' stato trasferito a Sulmona dove attualmente presta servizio.
Anche il ginecologo e alcune ostetriche sono stati trasferiti al nosocomio peligno, lasciando completamente scoperto il reparto di Castel di Sangro per le emergenze mediche.
Dove c'era il reparto pediatria e maternità adesso ci sono le stanzette di alcuni medici e una lavanderia, nonostante il Piano sanitario regionale preveda posti per 10 culle.
Con l'arrivo dell'estate e il concomitante incremento delle presenze turistiche sul territorio dell'Alto Sangro, la percentuale di rischio, purtroppo, e' destinata ad aumentare.

17/06/2009 13.37