Droga: arrestato a Vasto boss emergente dello spaccio

Alessandro Biancardi

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VASTO. Da piazza di spaccio a centro di smistamento della droga, cocaina in particolare.

Un salto di qualità, quello di Vasto, testimoniato dall'arresto di Ercole Bitritto, 33 anni, già agli arresti domiciliari dopo un breve periodo di detenzione e capo di un'organizzazione che nei mesi scorsi ha commercializzato 200-300 grammi di cocaina ogni settimana, con direzione Rovigo.
La Squadra Mobile di Chieti, con la collaborazione del commissariato di Vasto e con i colleghi di Rovigo, ha concluso così una lunga indagine che non si era fermata nemmeno dopo il primo arresto. «Utilizzando sofisticati mezzi di indagine – ha detto il capo della Mobile di Chieti Paolo Monnanni – e con l'aiuto della Polizia scientifica siamo riusciti a dimostrare che il Bitritto, nonostante tutte le sue precauzioni, per esempio non parlava mai dal suo telefono, riusciva a movimentare questa droga che è purissima al 99%. Il che significa che si riforniva direttamente dai produttori in Puglia o Calabria».
A Vasto, come si è riusciti ad accertare, c' era un vero e proprio centro di approvvigionamento della cocaina che poi veniva spedita, tramite corrieri, a Rovigo.
Si calcola che le cessioni fossero nell'ordine dei trecento grammi per settimana. Al vertice dell'organizzazione c'era Bitritto, affermatosi come figura carismatica, al quale ci si rivolgeva per risolvere le controversie qualora non venissero onorati i pagamenti per le forniture.
Come si ricorderà il Bitritto era già stato arrestato l'agosto scorso ed era stato protagonista di un altro fatto di cronaca, cioè la sparatoria in un negozio di acquari in cui furono sparati 4 colpi.
I reati contestati oggi sono la detenzione a fine di spaccio della cocaina, la rapina e l'estorsione. Infatti i metodi per chi non pagava la droga era i più spicci: botte, estorsioni, minacce proprio per convincere i riottosi a pagare.
La perquisizione seguita agli arresti ha permesso di recuperare tre telefoni cellulari su cui si sta indagando ed una serie di assegni da circa 2mila euro ciascuno, non si sa se provento dello spaccio.

s.c. 16/06/2009 16.36