Francavilla, 5 ore di dibattito per l’elezione del presidente del consiglio

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. L'ennesima gazzarra al Consiglio comunale di Francavilla al mare (eppure si doveva solo eleggere il nuovo presidente del Consiglio) e l'arrivo della Polizia giudiziaria ai piani superiori del Comune per il sequestro di importanti documenti.


Insomma una giornata molto calda, in tutti i sensi, per questa città che tutti dicono di amare, ma che spesso esibisce un'immagine inutilmente rissosa dei suoi rappresentanti eletti: l'opposizione perché interpreta il suo ruolo goliardicamente scambiando il Consiglio per un'aula scolastica all'ora della supplente (dove tutto è permesso), la maggioranza perché, incapace di reagire, si lascia masochisticamente offendere ed attaccare.
Risultato: ore e ore di cosiddetto dibattito, interruzioni, fatti personali, discussioni sui massimi sistemi e sulle questioni di diritto più controverse, battute spiritose, sistematico disturbo da parte delle opposizioni dei pochi interventi di maggioranza.
Emblematico il caso del consigliere Di Muzio che ad un certo punto voleva rinunciare al suo discorso perché continuamente interrotto.
Ed ha faticato non poco il neo presidente, che presiedeva il Consiglio da consigliere anziano, a riportare l'ordine in aula.
Il pubblico non si è divertito, anzi si è annoiato: non si è mai parlato di fognature, lavori pubblici, stagione turistica, progetti culturali e cioè di problemi concreti.
Una scelta strategica delle opposizioni che prima impedisce alla maggioranza di parlare dei problemi della città e poi la rimprovera di non farlo? Oppure l'incapacità della maggioranza di intervenire sulle criticità di Francavilla? Si vedrà: resta il fatto che per eleggere il presidente ci sono volute 5- 6 ore di dibattito.

NUOVO GRUPPO “IL SALVAGENTE”: CHIACCHIERE E POLEMICHE

Si comincia puntuali alle 9 di mattina, con la comunicazione che si è costituito il nuovo gruppo consiliare “il Salvagente” (con due consiglieri: Casoraro e Baldassarre) in appoggio al sindaco Di Quinzio.
Ma il dibattito si impantana subito sulla regolarità o meno della convocazione: siccome i consiglieri hanno ricevuto l'invito il 10 pomeriggio (chi alle ore 16, chi alle 17 e così via) ci sono o no i 5 giorni previsti dalla legge?
E ancora: poteva il sindaco firmare la convocazione o spettava al vice presidente in carica?
Apre le contestazioni l'avvocato De Monte, lo seguono D'Amario (neo eletto consigliere provinciale) e Matricardi, ma il problema non appassiona nemmeno l'opposizione: il consigliere Cappelletti infatti legge il giornale.
Risponde Di Lorenzo per la maggioranza, interviene per chiarimenti anche il segretario comunale. Si continua con le polemiche sul “Salvagente” bucato (Matricardi: «qui ci vogliono canotti grandi, altro che queste ciambelle di salvataggio. La Giunta è inesistente, gli assessori sono fermi»).

BOTTA E RISPOSTA SENZA TOCCARE PROBLEMI CONCRETI

De Monte replica a Di Lorenzo, che controreplica (Cappelletti è al telefono).
D'Amario, il più bravo a prendere la parola e ad inserirsi tra un intervento e l'altro invocando «il fatto personale», introduce un dato politico e cioè la polemica contro l'Udc, che in consiglio appoggia la maggioranza di centrosinistra. «Ma come, l'Udc in provincia viene eletta solo con i nostri voti e qui vota contro di noi?»
E giù bordate a Di Muzio, Udc, allo stesso Baldassarre, eletto con una lista civica di centrodestra ed ora a fianco a Di Quinzio.
Rincara la dose Giuseppe Pellegrino: «Baldassarre non sa fare nemmeno il vice presidente, immaginiamo il presidente. Ma non ne voglio parlare. Il salvagente? Vecchia sigla, ma non ne voglio parlare (intanto Matricardi lancia baci a Nuccio Campli dall'altra parte della sala consiliare). Da un anno si parla di sopravvivenza della maggioranza, ma di concreto non si fa nulla. Ditemi una cosa che avete fatto. E' penoso quello che si vede nei Consigli (testuale)».
Todisco: da Di Lorenzo, il più votato del Pd a Baldassarre, il più votato del Pdl.
Prende la parola Carlo De Felice, il residente sostituito, la cui vicenda è ancora sub iudice: «parlo poco perché il 26 giugno il Consiglio di stato si pronuncerà sul mio ricorso (dopo aver perso temporaneamente al Tar, De Felice, con il prof. Scoca si è rivolto all'organo superiore della giustizia amministrativa) e quindi si potrà tornare alla mia presidenza. Ma Di Quinzio ha sbagliato a firmare la convocazione».
La segretaria, chiamata in causa, spiega che il regolamento non è chiaro ed il Tar non si è ancora espresso in merito.

IL SINDACO: «UNITI PER RISANARE FRANCAVILLA

E via di questo passo con norme, articoli, commi ed interpretazioni sulla giurisprudenza, una deriva di disquisizioni che non interessa nessuno. Ma non siamo a Francavilla al mare, all'inizio della stagione estiva? Non sarebbe meglio parlare di turismo? Macché: si riparte con Di Lorenzo accusato di essere come l'ultimo soldato giapponese rimasto su un'isola che non sa che la guerra è finita e con Di Quinzio messo in croce dal titolo di un quotidiano, che però viene smentito.
«Io cerco di unire le forze di chi vuole far uscire Francavilla dalle difficoltà lasciate dalla vecchia amministrazione che non ha lasciato un Eden – ha spiegato il sindaco nel suo intervento – a dicembre, con una lettera, ho invitato tutti i consiglieri a collaborare. Alcuni hanno risposto positivamente, Baldassarre è stato il più vicino all'amministrazione e sarà un buon presidente, anche perché non ha mai “ricattato” il sindaco con discorsi del tipo: mi dai questo, ti aiuto. Insomma stiamo lavorando senza indebitare la città ed io resisto come sindaco finché c'è la speranza di un cambiamento. Ci sono situazioni imbarazzanti nella gestione passata e voi vi fermate alle questioni procedurali? Padroni di farlo, ma la risposta alla città è la soluzione dei problemi, non gli schieramenti e le alchimie elettorali. Per questo è da apprezzare il comportamento di Baldassarre».

BALDASSARRE ELETTO PRESIDENTE

Il quale, poco dopo, verrà eletto con 11 voti, mentre la minoranza abbandona l'aula. «Per correttezza – dice Baldassarre – non rilascio dichiarazioni prima del 26 giugno, quando il Consiglio di stato si pronuncerà. Poi vedremo».
Il sindaco non lo dice, ma il suo via vai tra la sala del Consiglio ed i piani superiori degli uffici, la contemporanea uscita dal Consiglio del ragioniere capo fanno intuire che lassù qualcosa sta succedendo.
E mentre la minoranza rumoreggia contenta di aver messo in crisi per l'ennesima volta la maggioranza, la Polizia giudiziaria sta sequestrando le delibere delle anticipazioni con la Banca Ifis (7,5 milioni di debito) e quelle per la costituzione ed il contratto con la Ris.co, i due fiori all'occhiello votati proprio da chi prima era maggioranza ed ora dall'opposizione se ne disinteressa.

Sebastiano Calella 16/06/2009 10.13