Sequestrati al Comune di Francavilla delibere Banca Ifis e Swap

Alessandro Biancardi

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Sequestrati al Comune di Francavilla delibere Banca Ifis e Swap
FRANCAVILLA. Caccia grossa ieri mattina al Comune di Francavilla al mare da parte della Polizia giudiziaria: sono stati portati via interi faldoni di delibere riguardanti le anticipazioni con la Banca Ifis (un totale di oltre 7 milioni di euro richiesti dall'amministrazione Angelucci per “momentanea crisi di liquidità”).

E poi il contratto di swap, la costituzione della società Ris.co ed il relativo contratto di esercizio.
Un'operazione silenziosa, di cui si sono accorti in pochi, pur essendo in corso il Consiglio comunale.
Una vicenda che arriva dopo l'inoltro - da parte dell'amministrazione Di Quinzio - alla Corte dei Conti di una parte della contabilità della precedente amministrazione Angelucci.
Da quello che si è riusciti a capire, la Procura ci vuole vedere chiaro sulla regolarità di queste operazioni di ingegneria contabile da una parte (swap) dove vince sempre il banco (cioè guadagna la banca e perde il Comune) e dall'altra controllare se le anticipazioni sono una normale operazione di factoring o se nascondono qualche problema, come il pagamento di interessi eccessivi.
Sulla Ris.co, la società creata con Pianella per la riscossione dei tributi comunali, c'è invece l'occhio puntato per la regolarità del contratto di servizio e per l'aggio riscosso sugli incassi (ad esempio se è legittimo sui tributi riscossi attraverso l'F24, cioè direttamente in banca o alla posta).
Aspetti sui quali l'amministrazione Di Quinzio ed il nuovo direttore generale sono già intervenuti, tagliando spese e guadagni eccessivi.
Per tornare alla Banca Ifis, sono state sequestrate le delibere 694 del 2006, 100 e 359 del 2007 (anticipazioni rispettivamente fino a 2,5, 5 e 7 milioni garantite con gli incassi dei tributi dalla Ris.co).
Nel fascicolo portato via anche il parere del professor Federico Pica (università di Napoli) che per primo lanciò l'allarme su queste operazioni “anomale” su richiesta del sindaco Di Quinzio, preoccupato dei “buchi” trovati in cassa, ed il piano di rientro dai debiti che forse è stato valutato male dal punto di vista delle possibili entrate a copertura delle rate da pagare, visto che i dati della ragioneria non sembrano corretti.
Come detto, per la Ris.co dev'essere esaminato a fondo il contratto di servizio che sembra essere troppo oneroso per il Comune e più vantaggioso per la società neo costituita.
Insomma molta carne a cuocere, ma anche la parola definitiva sulle polemiche di quest'anno sulla gestione del Comune: da una parte il nuovo sindaco Di Quinzio, preoccupato di riportare trasparenza e legalità nell'uso dei soldi pubblici, dall'altra una diversa ed opposta interpretazione del suo predecessore Roberto Angelucci, per il quale «tutto è a posto».

ANGELUCCI: «NON MI PIACE QUESTO CLIMA DI ILLEGALITA'»

«Non mi piace questo clima di illegalità che qualcuno fa aleggiare sulla mia amministrazione. Ribadisco con forza - e già l'ho detto altre volte - che da sindaco mi sono mosso nel rispetto della legalità e tutti gli atti e le decisioni sono scaturiti da scelte politiche di cui mi assumo ogni responsabilità»: Roberto Angelucci si accalora per difendere quello che ha realizzato come sindaco e da tempo premeva per inviare questo messaggio che è diventato di estrema attualità proprio il giorno del sequestro di atti importanti della sua gestione.
«Non è di questo che volevo parlare, ma del clima in generale ostile alla mia amministrazione – spiega - Comunque non mi sottraggo».
La Banca Ifis? «Io nemmeno la conosco. E' stata identificata come l'istituto che lavora con gli enti pubblici per quel tipo di anticipazioni, ma non ne so di più».
La Ris.co? «E' stata un capolavoro della mia amministrazione: ci ha consentito grosse economie e un servizio di qualità, non aumentando le tariffe comunali».
Le consulenze, il progetto informatico Cittadino più, insomma tutto quello che viene contestato come “clientelare”?
«Ma quali consulenze... ho sempre cercato di risparmiare. Sul progetto Cittadino più rimprovero Di Quinzio di aver perso finanziamenti. Se poi qualcuno è stato pagato per lavorare sul progetto, mi sembra normale. Come avveniva per il segretario comunale, al quale davo 30 mila euro in più sullo stipendio per fargli svolgere le funzioni di direttore generale».
Insomma difende la Ris.c e la altre società partecipate? «Tutte queste società, Cosmeg, Cosvega, Alento Gas hanno dato copertura al Comune in momenti difficili e gli hanno consentito di non aumentare le tariffe, che sono le più basse, dai rifiuti alle mense. E senza assunzioni fasulle, regolarizzando il personale in servizio, non svendendo l'Alento gas come avrei potuto fare. Insomma mi sembra che la campagna orchestrata contro di me sia fragile nei contenuti, ma di effetto e di immagine soltanto. Perché parlare oggi di legalità, fa sembrare che prima non ci fosse. Non è così: la mia amministrazione si è sempre mossa nel rispetto della legge e per il bene della città. Se certe scelte politiche non sono condivise, non c'è problema, ma mai parlare di illegalità riferendosi a me».

Sebastiano Calella 16/06/2009 9.43