Francavilla, liti e polemiche per il nuovo presidente del Consiglio comunale

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Valerio Baldassarre nuovo presidente del Consiglio comunale di Francavilla al mare? Per saperlo basterà aspettare lunedì mattina, giorno della convocazione del Consiglio con questo punto all'odg.

E dall'esito della votazione si potranno capire molte cose, soprattutto si capirà se l'amministrazione in carica ha speranza di sopravvivere agli attacchi e se il “progetto Di Quinzio” di moralizzare la gestione del Comune avrà o no un futuro e se deve andare avanti a “stop and go”, due passi vanti ed uno indietro sempre sul filo dei numeri (scarsi) della maggioranza e con i tentativi di oppositori ed ex alleati di far dimettere la Giunta. L'ultimo è la posizione pubblica di Carlo Matricardi, ex FI ora Pdl, che stranamente ha chiesto le dimissioni di 5 assessori su 7 (cioè l'azzeramento della Giunta) perché inefficienti.
Una posizione che letta in filigrana può far capire come il Pdl sia spaccato nella valutazione di Di Quinzio e sull'opportunità di mandarlo a casa: più critica la componente di AN, più possibilisti gli ex FI, i quali – soprattutto Matricardi che ha appoggiato alle provinciali una lista civica - in vista dei prossimi rinnovi dei coordinatori provinciali e cittadini del Pdl rischiano di restare senza potere a favore di personaggi emergenti per i successi elettorali, come D'Amario e Moroni, ma anche Cappelletti figlio.
A fronte di questa incertezza, invece di approfittarne, appare spaccato il Pd che dovrebbe tutelare lo sforzo del sindaco e che nei giorni scorsi ha tenuto una serie di riunioni al calor bianco, con scontri politici che hanno portato comunque ad un risultato, condiviso dall'Idv: la candidatura quasi unanime di Baldassarre.
Di questi è stata apprezzata la decisiva collaborazione – parole di Luigi Borrelli, nuovo responsabile cittadino del Pd – dopo l'appello ai consiglieri che Di Quinzio affidò ad una lettera di alcuni mesi fa.
Borrelli ha parlato di «rivoluzione copernicana di questo consigliere che dai banchi dell'opposizione si è spostato ad appoggiare l'amministrazione in carica. Se poi non vogliamo accettare questa candidatura, ce ne andiamo tutti casa».
Sentito, il sindaco si dice consapevole dei rischi che corre, ma è anche sereno:«difficoltà prevedibili, visto che ho affondato il bisturi per tagliare certe situazioni interne al Comune e per riportare la gestione sui binari della correttezza – ha dichiarato - io vado avanti e so di fare il bene di Francavilla. L'ho già scritto da tempo in quella famosa lettera: i consiglieri animati da buona volontà si facciano avanti, chi ha la coscienza pulita non ostacoli il rinnovamento a favore della città».
Il sindaco non lo dice, ma adesso che stanno per essere resi pubblici gli elenchi dei consulenti gratificati con i soldi del Comune, il rischio che gli avversari di Di Quinzio vogliono evitare è che arrivino al capolinea anche alcune inchieste per loro imbarazzanti e che si riesca a fare chiarezza sulle società partecipate Alento gas, Risco e Cosmeg e sulla loro gestione (comprese le assunzioni clientelari).
Ma l'appello ecumenico del sindaco è anche ad uso interno alla maggioranza, per stanare accordi trasversali.
Sembra, infatti, che i due consiglieri dell'Udc in maggioranza vogliano due assessorati: una richiesta fatta forse proprio per non essere accolta e per giustificare l'uscita dalla maggioranza adesso che Di Giuseppantonio è diventato presidente della Provincia per il Pdl. Chi vuole fermare Di Quinzio e non vedere all'opera il dott. Enrico Di Nicola, di recente nominato garante della trasparenza?

s.c. 13/06/2009 9.46