De Nicola (Iri School): grattacapi marchigiani e colpi di Testa per le cliniche

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Che ci fa Guerino Testa, neo presidente Pdl della Provincia di Pescara, tra i collaboratori più stretti di Carmine De Nicola (più noto come “il professore”) il quale ad Ascoli Piceno è stato rinviato a giudizio per tentativo di estorsione ed altro?



PESCARA. Che ci fa Guerino Testa, neo presidente Pdl della Provincia di Pescara, tra i collaboratori più stretti di Carmine De Nicola (più noto come “il professore”) il quale ad Ascoli Piceno è stato rinviato a giudizio per tentativo di estorsione ed altro?




E cos'è quest'altra tegola giudiziaria per il rettore dell'Iri School college, coinvolto a Chieti in una pesante verifica fiscale?

IL PATRON DELL'IRI SCHOOL RINVIATO A GIUDIZIO PER TENTATIVO DI ESTORSIONE

E' chiaro che un rinvio a giudizio è solo un rinvio a giudizio e non una sentenza di condanna, ma i reati contestati sono pesanti.
Comunque se ne parlerà durante il processo, anche se in realtà la prima udienza c'è stata pochi giorni fa al Tribunale di Ascoli Piceno.
Gli avvocati comunque incroceranno veramente le spade solo il 4 novembre prossimo, dopo le prime questioni procedurali dei giorni scorsi sui reati contestati: tentativo di estorsione e false annotazioni sui libri sociali.
Sullo sfondo una clinica contesa a San Benedetto del Tronto, con due notizie interessanti.
La prima è che l'imputato all'udienza del 3 giugno era Carmine De Nicola, definito «libero, contumace» all'udienza del Gip del 24 marzo scorso, «con avvertimento che non comparendo sarà giudicato in contumacia».
Il patron dell'Iri School college, a caccia di affari nel mondo sanitario delle Marche, negli anni scorsi ha infatti acquisito due case di cura: la Stella Maris, di cui possiede il 51% e Villa Anna, di cui è proprietario del 48%.
In realtà si parla di “proprietario” solo per far capire ai lettori, visto che De Nicola risulta nullatenente e possiede solo un lungo curriculum affaristico, con qualche inciampo giudiziario.

BUFERA SU DUE CLINICHE DI SAN BENEDETTO, COINVOLTA LA MEDIGEST DI GUERINO TESTA

Le due cliniche, infatti, appartengono alla Medigest srl che fa riferimento alla Società di Medicina e chirurgia: e il 48% di Villa Anna è proprio della Medigest, che attraverso la Società di Medicina e Chirurgia controlla il 51% di Stella Maris.
La seconda notizia è invece il nome dell'amministratore unico di Medigest: da un paio di anni è Guerino Testa, neo presidente della Provincia di Pescara e collega di Andrea Di Prinzio, commercialista di fiducia e consigliere molto ascoltato di Carmine De Nicola. «La mia presenza al vertice di questa società è solo ed esclusivamente un fatto di prestazione professionale – spiega lo stesso Guerino Testa, tra una telefonata di congratulazioni ed una riunione – come succede negli studi professionali più importanti. E' prassi che un professionista faccia il sindaco in una società di un cliente, un altro magari fa il presidente e così via. De Nicola è un imprenditore della scuola e della sanità, che ha interessi anche nelle Marche e noi lo seguiamo. Tutto qui».
Ma De Nicola in questo momento è sotto verifica fiscale a Chieti e sotto processo ad Ascoli Piceno perché la Medigest – di cui risulta amministratore unico Testa - si è attribuita la proprietà di quote per un 3% che non erano sue e con le quali ha tentato di appropriarsi della maggioranza della Clinica Villa Anna.
Una falsa annotazione sui libri sociali che - dal rinvio a giudizio - è comunque attribuita a De Nicola.
«La campagna elettorale, come è comprensibile, mi ha un po' distratto. Intanto la verifica fiscale è una cosa normale per centinaia e centinaia di società, quindi non capisco tutto il rumore che si fa sull'Iri School – conclude Guerino Testa – invece la vicenda delle quote azionarie della Clinica Villa Anna è una delle tante liti sulle proprietà delle società ed anche qui gli avvocati dimostreranno che è tutto in regola».

LA GUERRA GIUDIZIARIA PER LE QUOTE SOCIETARIE CONTESE

La guerra per la Clinica Villa Anna è di due estati fa, tra il giugno e l'agosto 2007 e l'udienza del Gip di Ascoli Piceno risale al marzo scorso.
Le cronache poi ricordano anche l'intervento dei carabinieri ad un'assemblea infuocata degli azionisti di questa Casa di cura a fine agosto 2007.
In quella occasione i vecchi proprietari tentarono di riprendersi il controllo della clinica dopo che il 7 giugno precedente, in un'assemblea convocata solo per alcune variazioni statutarie, De Nicola aveva esautorato con un blitz i vecchi amministratori, autoproclamandosi presidente del CdA.
«Sono mie anche le quote del 3% (poi finite nel mirino del giudice) che aggiunte al 48% che già possiedo mi danno la maggioranza: Villa Anna è mia», disse più o meno in quell'occasione.
Peccato che questo 3% non sarebbe stato venduto alla società Medigest, come da lui annotato nel libro soci.
«Tale falsa annotazione creava anche falsa comunicazione sociale – si legge nel rinvio a giudizio del Gip di Ascoli Piceno - in quanto era alterata la reale maggioranza societaria a favore della Medigest con danno patrimoniale degli altri soci».

IL PROGETTO: CREARE UN POLO SANITARIO CONVENZIONATO CON LA REGIONE MARCHE

La vicenda suscitò grande attenzione a San Benedetto e le cronache locali riportarono la notizia di questo imprenditore abruzzese che era sbarcato nelle Marche prima con l'attività delle scuole private e poi con l'acquisizione delle Cliniche Stella Maris e Villa Anna: interviste, progetti di fusione tra le due cliniche, insomma un'operazione di immagine dietro la quale c'era il disegno non tanto nascosto (e condiviso dall'ex direttore di Villa Anna, intanto assunto a Stella Maris) di unificare le due case di cura e di creare così un polo sanitario abbastanza grande, vicino all'uscita dell'autostrada ed in possesso anche delle convenzioni regionali.
Ma gli altri possessori di quote non stettero a guardare e acquisirono (in questo caso veramente) il 3% contestato, convincendo la socia proprietaria a cederlo. A questo punto fu proprio lei l'unica a guadagnarci perché il valore delle sue azioni schizzò in alto.
Si racconta che De Nicola il sabato avrebbe ottenuto da questa socia la disponibilità a vendere e che avrebbe dovuto concretizzare e formalizzare l'acquisto il lunedì mattina. Ma la domenica gli altri soci aumentarono l'offerta, raddoppiando prima e triplicando poi il valore di queste azioni e aumentandolo fino a concludere l'acquisto e riuscendo a concretizzarlo per riprendendersi la maggioranza, con uno strascico di sentenze del locale Tribunale civile.

LE FORZATURE DI DE NICOLA PER ACQUISIRE LA MAGGIORANZA DELLE CLINICHE

Nei tre mesi circa di gestione da presidente del Cda, De Nicola riuscì a combinare un'altra performance che gli è costata il rinvio a giudizio per tentativo di estorsione «in quanto con vari comportamenti ed atti illeciti ha cercato di acquisire il controllo della maggioranza delle azioni».
In particolare, ben sapendo che alcuni soci erano anche medici dipendenti, approvò un regolamento che rendeva incompatibile questa doppia figura: «perciò, se volete mantenere il posto dovete cedermi le quote, perché qui adesso comando io: ecco il libro soci», con la falsa annotazione.
Non soddisfatto, cominciò a parlare di citazioni e di cause a tutti, nonché azioni di responsabilità ai vecchi amministratori per convincerli a cedere le quote di cui aveva bisogno per raggiungere la maggioranza azionaria. Insomma una guerra giudiziaria senza respiro, che però si è ritorta contro di lui e rischia di trascinare nei guai i suoi collaboratori ed i suoi consiglieri.
Sarà il giudice a valutare la fondatezza del'accusa e delle prove raccolte durante le indagini.

I VERI PROPRIETARI? UNA FIDUCIARIA…

Restano, invece, nell'ombra i reali proprietari delle cliniche e delle scuole, visto che sullo sfondo, risalendo la scala delle proprietà incrociate e delle partecipazioni ai capitali delle varie società, si trova che a capo di tutto c'è la fiduciaria Amphora, il che rende impossibile conoscere i nomi veri di chi c'è dietro e con quali capitali.
Ma chissà se questi veri proprietari sono soddisfatti della gestione De Nicola: per Stella Maris, l'utile al 31 dicembre 2006 era di 850 mila euro prima delle imposte (circa 500 mila netti). Nel 2007 invece c'è una perdita di 210 mila euro. Per il 2008 il dato non è ancora disponibile. E per il 2009 guai fiscali e giudiziari in arrivo.

Sebastiano Calella 11/06/2009 7.53