I guai dei fratelli Tormenti creano disagi alla Sambenedettese

Alessandro Biancardi

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Dopo la richiesta di messa in mora e il blocco del fido bancario, la Sambenedettese si vede oscurare anche il sito web.
Né dà notizia la società rossoblù, sottolineando che a causa del mancato pagamento del dominio, intestato ai fratelli Tormenti, in carcere con l'accusa di truffa ed evasione fiscale, il sito www.sambcalcio.it è stato chiuso.
La nuova proprietà, guidata dall'imprenditore di Cupra Marittima (Ascoli Piceno) Sergio Spina, ha annunciato che riattiverà da subito il vecchio dominio (www.sambenedettesecalcio.it) per garantire l'informazione ai tifosi, visto anche il difficile momento societario.
Secondo quanto comunicato dal direttore generale, Giulio Spadoni, la Samb rischia, infatti, di non potersi iscrivere al prossimo campionato se non si risolveranno i problemi legati al trasferimento delle quote e al pagamento dei debiti della vecchia gestione.
I fratelli Tormenti, insieme ad altre due persone, sono state arrestate la scorsa settimana e sono accusati di aver procurato un danno all'erario per 77milione di euro.
La Guardia di Finanza di Pescara avrebbe infatti smantellato una associazione a delinquere finalizzata alla evasione fiscale mediante l'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
Viene contestata anche la truffa aggravata ai danni del bilancio dello Stato.
Gli strumenti della truffa sono stati la Navigo.it, ditta di Martinsicuro che operava nel settore della telefonia mobile ed elettronica di consumo, gestita dai fratelli Tormenti, e Rete Globo Srl, formalmente amministrata da Maurizio Di Biagio.
Secondo l'accusa, tramite un giro milionario di false fatturazioni, le società intervenute nei vari passaggi si spartivano il 20% della quota iva di rimborso, permettendo, tra l'altro, al cessionario finale di acquistare il prodotto ad un prezzo notevolmente inferiore rispetto a quello praticato a monte della filiera, con ingentissimi danni all'erario.

10/06/2009 16.35