Ecografo rotto da due anni: disagi per i pazienti, la Asl Chieti in imbarazzo

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Mi spiace. L'ecografo non funziona. Deve tornare più in là, oppure andare in direzione sanitaria e farsi autorizzare l'ecografia altrove». «Ma come, dopo mesi di attesa.....».





Imbarazzo dell'infermiere del Centro regionale per la tiroide dell'ospedale SS. Annunziata di fronte all'impossibilità di soddisfare la richiesta della signora, tra l'altro abbastanza anziana ed accompagnata dalla figlia costretta a chiedere un giorno di permesso dal lavoro.
Ecografo rotto?
E da quando?
«Da circa due anni, ma di più non le posso dire. Se vuole c'è il primario».
Il dottor Pierluigi De Remigis, un'autorità nel campo delle malattie della tiroide, autore di numerose pubblicazioni e di progetti per la prevenzione di queste malattie finanziati anche dalla Regione, è sconfortato e non vuole rilasciare dichiarazioni, senza l'ok della Direzione generale.
«Parli con il direttore sanitario Raffaella Lepore. Io so solo che sono in attesa della riparazione dell'ecografo, peraltro sollecitata più volte a voce e con lettere ripetute, e che ci sono decine di persone in attesa dell'ago aspirato, una metodica che serve a diagnosticare se il paziente ha o no un cancro».
In direzione sanitaria il direttore non c'è.
L'ufficio stampa non ne sa nulla e si impegna a far sapere come stanno le cose.
Una telefonata pomeridiana non sortisce effetto: la dottoressa Lepore è in riunione e non risponde al messaggio che viene lasciato alla sua segreteria.
Prima o poi, ne siamo sicuri, si chiarirà come mai questa riparazione tarda e come mai un Centro che è punto di riferimento regionale viene lasciato senza strumenti di lavoro, pur assistendo un bacino di utenza molto vasto, con oltre 4 mila visite l'anno e attese medie di 6-8 mesi per una visita.
s. c. 06/06/2009 10.28